13 Maggio. 14 Giugno 2009.

Triennale di Milano
PHOTOGRAPHY
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La Triennale di Milano, nell’ambito di Triennale Architettura, presenta la mostra di Giovanni Chiaramonte In Berlin: una selezione di 60 fotografie di medio e grande formato, che documentano, attraverso le immagini delle architetture della città, le trasformazioni di Berlino.
Le opere di Chiaramonte indagano poeticamente i rapidi processi di metamorfosi della città e la sua storia, dalle architetture volute dal re di Prussia alle rovine della seconda guerra mondiale fino alla ricostruzione a seguito della caduta del Muro di Berlino e le nuove architetture contemporanee.

Il lavoro di Chiaramonte a Berlino inizia nel dicembre 1983, inviato da Lotus a fotografare learchitetturedi Alvaro Siza e l’insediamento di Oswald M. Ungers a Lützow Platz.
Nel 1984, il fotografo viene chiamato dall’I.B.A. a produrre un’opera su Berlino da esporre alla Martin Gropius Bau, e negli anni successivi grazie a finanziamenti del DAM di Frankfurt/M., della Triennale di Milano e di altre istituzioni pubbliche e private, riscopre e sviluppa nelle proprie immagini l’architettura della città, chiave di volta della storia tedesca e della tragedia europea del secolo scorso.
Tra le colonne classiche di Glienicke, i busti degli imperatori romani di Charlottenburg e i castelli di Potsdam, le sue fotografie rivelano il progetto del re di Prussia teso a edificare Berlino su modello di Atene e Roma, con la volontà di dimostrare come la città potesse essere l’unica capace di far proseguire nella storia il destino della civiltà occidentale.
Il fotografo indaga poi le grandi rovine e i vuoti lasciati dalla Seconda Guerra Mondiale tra Anhalter Banhnhof e Potsdamer Platz, seguendo l’epopea della ricostruzione della città a partire dagli anni ’80 del secolo scorso sino alla caduta del muro.
Nel passaggio dall’immagine quadrata alla veduta panoramica sul doppio quadrato, Chiaramonte celebra l’edificazione della Berlino contemporanea come capitale della Germania riunita e come centro propulsore dell’identità europea.

Con il suo lavoro, il fotografo non vuole stabilire confronti fra il periodo precedente e quello antecedente la caduta del muro di Berlino, non si pone in modo celebrativo ma contemplativo.
Da osservatore, Chiaramonte attraverso la fotografia vuole rivelare la vera e più profonda natura della città. Il fotografo dedica un’attenzione totale ai fatti, svelando così aspetti nascosti e tratti latenti della città e della sua storia, puntando a sollecitare la curiosità dell’osservatore.

In Berlin consolida ulteriormente il rapporto fra Giovanni Chiaramonte e la Triennale di Milano, un rapporto che dura da oltre vent’anni e che ha visto la partecipazione del fotografo a mostre come La ricostruzione della città, Oltre la città la metropoli, Le città immaginate, Il progetto domestico, Il centro altrove, Asfalto: il carattere della città. Chiaramonte ha inoltre esposto in Triennale la prima opera fotografica di Wim Wenders, Scritto nel West.
Dal 1994 al 1997 è il fotografo ufficiale delle mostre della XIX Triennale. Nel 1996 è presente con un’ampia sezione di sue fotografie sull’identità italiana nella sezione di Italo Rota alla XIX Esposizione Internazionale. Nel 2000, con l’allestimento di Pierluigi Nicolin e con elementi architettonici di Enzo Mari, espone la personale Milano. Cerchi della città di mezzo. Ha curato nel 2002 la sezione di fotografia della mostra Le città in/visibili. Nel 2007, realizza una sequenza creativa all’interno del nuovo Triennale Design Museum.

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