19 Gennaio. 25 Aprile 2007.

Triennale di Milano
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SUGGESTED EXHIBITIONS.

27 Luglio. 11 Settembre 2010.

The New Italian Design Reloaded

Triennale Design Museum


DESIGN

La mostra presenta i risultati del censimento The New Italian Design lanciato dalla Triennale di Milano in aprile 2006.

Il censimento era rivolto ai designer come progettisti, art-director, consulenti, organizzatori di servizi, di comunicazione o di promozione dell’ambiente e dei processi. Si rivolgeva a chiunque attuasse ricerca, sperimentazione, ideazione di nazionalità italiana under 39 e un quarto (39 anni+3 mesi). Nasceva come opera di ricognizione, di censimento e di rappresentazione dei giovani designer italiani su scala nazionale che partiva dal presupposto che il passaggio dal XX al XXI secolo, nel mondo del design, non fosse caratterizzato da nuove tendenze stilistiche, ma piuttosto da un sostanziale cambiamento di ruolo della professione.

Circa 600 progettisti sono confluiti nella banca dati dei quali 140 su segnalazione, mentre i restanti per autocandidatura. Tra questi il comitato di selezione presieduto da Andrea Branzi, Silvana Annicchiarico, Alba Cappellieri, Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Carmelo Di Bartolo, Anna Gili, Cristina Morozzi, Stefano Maffei, Mario Piazza ha scelto 124 designer così composti: 27 donne, 64 uomini, 33 gruppi.

La mostra Il paesaggio mobile del nuovo design italiano presenta i risultati di questa selezione. Si tratta di 55 progettisti che hanno lavorato sul design di prodotto, 22 sulla grafica, 23 su oggetti legati al corpo come i gioielli, borse e accessori, 12 sulla ricerca, 6 sul food design, 6 sull’interior design.

Il censimento prima e la mostra poi hanno permesso di effettuare una ricognizione sullo stato dell’arte del design attuale attraverso l’analisi del nuovo design italiano come fenomeno con caratteristiche proprie e autonome rispetto alla grande tradizione dei maestri del design italiano. Un design che si lega indissolubilmente ai cambiamenti economici, politici, tecnologici e motivazionali del nuovo secolo.

La mostra Il paesaggio mobile del nuovo design italiano nasce con l’intento di evitare di applicare categorie analitiche valide per il design del Novecento a questi nuovi scenari.
Per questo si è scelto di coinvolgere advisor, aziende, istituzioni, i Maestri, i ricercatori, le scuole, le università, i centri di formazione e infine, attraverso il metodo dell’autocandidatura, i designer stessi.
Ne è emersa una mappa del nuovo design italiano non limitata al furniture design, ma allargata a tutte le nuove forme di comunicazione che riguardano la professione del XXI secolo: dal food al web, graphic, fashion, textile, ai copywriter, ai designer del gioiello, ai progettisti della multimedialità.

Il mestiere dei giovani designer è solo in parte legato al progetto di prodotto, ma fa soprattutto riferimento al profilo dell’art director, del consulente strategico, del comunicatore, del promoter, del ricercatore.

Quello che ne emerge è un panorama che vede i giovani designer creare processi più che prodotti.
Non si tratta di eredi dei Maestri che realizzavano prodotti compiuti, funzionali e definitivi, i designer non rispondono a richieste industriali precise, ma si tratta di una attività spontanea, finalizzata ad affermare la propria capacità di creare l’originale e il diverso, sia come prodotto che come impresa, servizio, informazione.

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