Asfalto
Il carattere della città
4 Marzo. 27 Luglio 2003.
Triennale di Milano
ARCHITECTURE
Comitato Scientifico
Michel Desvigne, Paesaggista, Parigi
Kurt Forster, Storico dell'architettura, Zurigo
Carlo Giavarini, Professore di Ingegneria Chimica Università La Sapienza, Roma
Andrè Guillerme, Direttore del Cnam Centre d'Histoire des Tecniques, Parigi
Clay McShane, Professore di Storia sociale americana, Northeastern University, Boston
Marco Pasetto, Professore di Ingegneria dei trasporti, Università di Padova
Bernardo Secchi, Professore di Urbanistica, Istituto Universitario di Architettura di Venezia
La mostra presenta un nuovo punto di osservazione sulla città e il territorio contemporaneo. La comprensione dell’ambiente fisico in cui viviamo non è infatti legata soltanto alle grandi ideologie urbanistiche, ma anche alla presenza di fenomeni, elementi e materiali apparentemente banali e trascurabili. L’asfalto è uno di questi. A questo materiale non prestiamo ormai molta attenzione, abituati come siamo a calpestarlo (o percorrerlo con i più diversi mezzi) quotidianamente. Eppure uno sguardo ravvicinato a questa superficie il più delle volte grigia ci permetterebbe di scoprire storie, tecniche, narrazioni e problemi del tutto inaspettati, restituendo così uno spessore (storico, tecnico, culturale, visivo) a quello che comunemente si considera una “pellicola” poca amata, ma necessaria.
La mostra si propone di sostituire ai luoghi comuni tradizionalmente associati all’asfalto una diversa percezione di questo materiale, che costituisce per la città moderna e contemporanea ciò che il calcestruzzo armato, il ferro e il vetro hanno costituito per l’architettura moderna. Attraverso la descrizione delle sue caratteristiche, la storia del suo rapporto con la città a partire dalla sua apparizione nella Parigi e nella Londra del primo Ottocento, il racconto della sua mitizzazione come materiale ideale o come il nemico della città storica e dell’ambiente, la rappresentazione della sua presenza nel nostro mondo quotidiano nei luoghi e nelle forme più inaspettate, la mostra non intende solo sfatare un luogo comune, ma raccontare la complessità e la varietà dei problemi della città e del territorio contemporaneo. L’asfalto è ormai parte integrante della nostra immagine della città, e del nostro stesso immaginario. Non possiamo più sfuggirgli: ci mancherebbe la terra sotto i piedi.
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