Giuseppe Mario Oliveri e gli studi Nizzoli
Architettura e design dal 1948
13 Settembre. 21 Ottobre 2001.
Triennale di Milano
ARCHITECTURELa mostra vuole approfondire il lavoro di G. Mario Oliveri nelle varie fasi di attività degli Studi Nizzoli, evidenziando come egli abbia rappresentato l'elemento di continuità storica all'interno degli Studi Nizzoli, e sottilineando come la ricerca architettonica di Oliveri si rivolga non solo ai princìpi classici dell'architettura ma attinga dalle più diverse discipline.
Nel 1947 Giuseppe Mario Oliveri arriva a Milano e comincia la sua attività presso lo studio di Marcello Nizzoli. Dalla fine degli anni quaranta e per tutti gli anni cinquanta con Nizzoli elabora i progetti di design e di architettura per l'Olivetti e per il gruppo ENI. Nel 1955 sempre con Nizzoli inizia la serie di copertine per la rivista «l'Architettura cronache e storia» che disegna fino al 1998. Dopo il ritiro di Nizzoli dalla professione attiva Oliveri inizia una nuova fase caratterizzata dal formarsi nel tempo di varie compagini professionali, i vari "Studi Nizzoli" (tra i cui soci si ricordano l'ingegner Paolo Viola e gli architetti Alessandro Mendini e Antonio Susini). Sono tra le opere piu' importanti di quegli anni il progetto/concorso per l'ampliamento della città di Bratislava e gli insediamenti turistici a Otranto e Lignano, il progetto/concorso per il Teatro Carlo Felice di Genova, gli edifici per l'Editoriale Domus, il design per la Laverda. Nel 1995 Oliveri fonda, con gli architetti Domenico Cavallo, Michele e Nicola Premoli Silva, Gabriele Tosi, lo studio Nizzoli Architettura con il quale continua la sua attività e del quale continua a essere punto di riferimento.
La mostra, composta da 48 pannelli tra stampe e disegni originali, 23 plastici di architetture e 40 tra oggetti e opere in bronzo, mette in luce la straordinaria versatilità di di G. Mario Oliveri che nella sua opera spazia dalla pittura al disegno industriale, dalla grafica alla progettazione architettonica su grande scala, dalla ricerca tecnologica allo sviluppo teorico sempre con grande attenzione ai fenomeni della percezione sensoriale al confine tra l'architettura e le altre arti.
Una sezione della mostra è dedicata all'architettura improbabile, tavole modelli e plastici di architetture immaginarie concepite per approfondire problematiche espressive e progettuali tralasciando i limiti imposti da vincoli sia normativi sia fisici; il Mackintosh Memorial (1983), immaginario colonnato dedicato a Charles Rennie Mackintosh, l'Olimpo (1992), giocato sulla percezione non tradizionale dello spazio architettonico, Città sull'acqua ne sono alcuni esempi.
Il percorso espositivo, tematico e cronologico, è introdotto dagli oggetti di design realizzati da Marcello Nizzoli tra 1948 e il 1959, quando cioè la collaborazione di Nizzoli e Oliveri era già in atto, quali la Lettera 22, la Mirella, la Lexikon 80, il Distributore di benzina Agip.
La mostra, curata dallo Studio Nizzoli Architettura e proveniente da New York è presentata alla Triennale di Milano in forma ampliata rispetto all'edizione statunitense. Significativa è la presenza del plastico dell'avveniristico progetto di pedonalizzazione di corso Buenos Aires a Milano. Il progetto, che prevede la copertura del corso e il passaggio delle auto in un tunnel sotterraneo, fu presentato nella primavera del 2000 e fu accolto con grande interesse.
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