7 Settembre. 2 Ottobre 2011.

Triennale di Milano
ART
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I materiali in mostra, la gran parte provenienti dall’Archivio Luigi Nono di Venezia, costituiscono un percorso volto a documentare la genesi e la prima esecuzione assoluta dell’azione scenica Al gran sole carico d’amore, commissionata da Paolo Grassi (allora Sovrintendente del Teatro alla Scala) nel primi mesi del 1972, prevista per la primavera del 1974 e finalmente portata in scena al Lirico di Milano nell’aprile del 1975 (ripresa poi con lo stesso allestimento nel 1978).

Una selezione di libri annotati dalla biblioteca di Luigi Nono consentirà di verificare le prime fonti letterarie della complessa costruzione librettistica (Da Brecht a Lenin, da Louise Michel a Pavese…) e traccerà un primo “ritratto” di Nono tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. La raccolta di lettere ripercorre poi i primi contatti con la produzione, la scelta del regista e dello scenografo – il russo Ljubimov e l’ucraino Borovskij – e le difficili mediazioni con le amministrazioni russe e milanesi, sostenute dal fondamentale appoggio di Julia Dobrovolskaja (traduttrice, interprete e amica) e di Paolo Grassi.

Un secondo insieme di materiali – autografi di Nono – accompagna la narrazione direttamente dentro il “laboratorio”: testi, musica, scena, luci, coreografie sono pensati, composti e coordinati in simultaneità (nel lavoro comune condotto con Ljubimov a Mosca nell’estate del 1973, così come allo Studio di Fonologia di Milano con Marino Zuccheri, poi in teatro con Claudio Abbado, Borovskij e Jakobson) e documentati da una serie di materiali dal forte impatto grafico, esprimendo così a pieno il “clima” culturale, estetico, artistico, ma anche politico, sociale e umano, nel quale l’azione scenica Al gran sole carico d’amore viene generata. Dagli studi per i testi alle numerose varianti per la struttura generale fino ai primi schizzi musicali e alla partitura pubblicata, appaiono sempre evidenti i segni di un lavoro collettivo condotto con “coscienza e analisi”, portato poi in scena con risultati straordinari, documentati in mostra delle fotografie degli incontri preparatori, delle prove, del debutto così come da altri contributi audio e video.

L’accesso ai files d’archivio consentirà al visitatore la libera formulazione di un proprio percorso all’interno di un’ampia selezione dei materiali e della genesi di un capolavoro del teatro moderno. 

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