Instant Design
Capitolo primo: pensieri commestibili
SUGGESTED EXHIBITIONS.
8 Febbraio. 3 Aprile 2011.
Instant Design
Capitolo secondo: atti fruibili
Triennale DesignCafe'
DESIGN
Triennale Design Museum presenta il progetto Instant Design, a cura di Federica Sala con Michela Pelizzari, una selezione di progetti e progettisti, sia affermati che emergenti, che nel loro lavoro indagano il tema dell’effimero, del caduco e del design come atto di fruizione. Instant Design si articola in due mostre, come fossero i due capitoli di una stessa narrazione. Il primo capitolo si concentra su alcuni esempi e esperienze legate al cibo ed alla sua sperimentazione, un design “prêt-à-consommer” in cui il visitatore è chiamato a fruire mentalmente e sensorialmente di un’idea.
Barbara Uderzo disegna gioielli commestibili fatti per sciogliersi al collo, Pablo Matteoda inventa un dispensatore di thé che fa l’occhiolino allo Squalo di Spielberg e Riccardo Blumer tiene all’Accademia di Architettura di Mendrisio un workshop su “Progettare il formaggio”.
Il cibo quindi come applicazione del progetto, della mente o del linguaggio.
L’Associazione Fooda, presenta una ricerca sul linguaggio volta a tramutare in ricetta alcune espressioni tipiche legate agli alimenti: “Com’è una faccia da pesce lesso?”, “Come si mangiano i cavoli a merenda?”, “Avete mai reso pan per focaccia?”
Il cibo e gli alimenti si trasformano da materie prime di immediato consumo anche in materie lavorate, come nella collezione di ceramiche a base alimentare Baked dei Formafantasma, nei merletti tessuti con lo zucchero delle Ciboh o nei tessuti alimentari di Emily Crane, che sintetizza (a caldo e a freddo) schiume alimentari modellandole in corpetti e tessuti con risultati innovativi.
Dall’immediato consumo quindi a una forma lavorata o a una seconda vita come gli oggetti creati dai Tour de Fork per rianimare le parti di scarto del nostro alimentare quotidiano.
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