14 Gennaio. 12 Febbraio 2006.

Triennale di Milano
PHOTOGRAPHY
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A cura di Diane Dufour e Quentin Bajac

Dopo una prima tappa al Centre Pompidou di Parigi, la mostra, concepita come un’esposizione itinerante, approda a Milano, poi a Budapest e poi ancora in altre destinazioni europee, per chiudere a Bruxelles, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Unione Europea.

Milano accoglie la mostra con il pieno sostegno delle maggiori istituzioni, quali i Ministeri degli Affari Esteri, delle Politiche Comunitarie e dei Beni Culturali, la Regione Lombardia e la Provincia di Milano che hanno patrocinato la manifestazione.

“La mostra nasce dalla proposta fatta dalla Magnum Photos al Centre Pompidou di presentare una missione fotografica sul tema dei “nuovi europei”, vale a dire i dieci paesi entrati nell’Unione Europea il 1 maggio 2004: Cipro, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia.

Dieci fotografi della Magnum hanno scelto di esplorare ciascuno un diverso paese con una motivazione e un approccio del tutto individuali. Le regole erano semplici: invece di un illusorio e vano “ritratto” di un paese, come quello solitamente offerto in questo genere di missioni, ai fotografi è stato chiesto di dar conto della propria esperienza personale. Per la loro esplorazione, oltre alla fotografia, gli artisti hanno potuto utilizzare film, video, appunti scritti, commenti orali e altri mezzi.

Nell’enunciare la missione, la commissione ha fatto riferimento a un libro pubblicato da Henri Cartier-Bresson nel 1955, esattamente cinquanta anni fa, Gli Europei. Le “Euro Visions” di oggi evidenziano una differenza piuttosto che una continuazione rispetto a quegli europei del passato. Il continente descritto da Cartier-Bresson diventa un’area geografica più circoscritta, ossia una parte della Comunità Europea, e alla sua visione individuale si sostituisce una polifonia di dieci autori. I progetti in mostra non forniscono un inventario dei rispettivi paesi un anno dopo la loro entrata nell’Unione Europea. Non è questo l’intento della mostra. Tuttavia, la loro giustapposizione evidenzia alcune questioni e linee di forza. Dal nord al sud Europa essi mostrano un'area in rapida trasformazione. I tratti distintivi dei singoli paesi tendono a lasciare il posto a stili di vita e comportamenti più globali, un fenomeno che porta a cambiamenti radicali e a contrasti brutali che a volte sfociano in tensioni e perdita di punti di riferimento. E tutto ciò è ancora più impressionante poiché la maggior parte dei nuovi paesi membri faceva parte del vecchio blocco asiatico. Prese individualmente, tuttavia, le opere presentate in questa mostra rivelano spesso, a volte consapevolmente e altre inconsapevolmente, il persistere di alcune caratteristiche nazionali o geografiche. Attraverso una lettura storica e sociologica delle immagini vengono alla luce le realtà economiche e le politiche locali.

Alcuni fotografi hanno seguito certe loro ossessioni personali o hanno affrontato temi ricorrenti nella loro opera, offrendo in tal modo una visione del tutto soggettiva dei paesi visitati. I ritratti dei paesi costituiscono così una sorta di autoritratto mascherato dei loro autori.Infine sia nell’approccio ai soggetti che nei metodi utilizzati nella presentazione, i dieci progetti invitano paradossalmente a pensare ai limiti del mezzo fotografico. Essi indagano la posizione e lo stato dell’osservatore e mettono in dubbio la nozione di “bella foto” e di “immagine accurata”. A diversi gradi si nota una tendenza verso la finzione. Cinquanta anni dopo il libro di Henri Cartier-Bresson, dunque, questi “nuovi europei” offrono l’occasione di fare il punto sulla fotografia documentaria, sui suoi interessi e sulle idee di un gruppo di fotografi della Magnum che hanno contribuito largamente alla sua evoluzione”.
Diane Dufour e Quentin Bajac, curatori della mostra

Autori:
Carl De Keyzer, Martine Franck, Alex Majoli, Peter Marlow, Martin Parr, Mark Power, Lise Sarfati, Chris Steele-Perkins, Donovan Wylie, Patrick Zachmann.

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