15 Febbraio. 13 Marzo 2005.

Triennale di Milano
ARCHITECTURE
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A cura di Graziella Sibra

Progetto di allestimento e grafica: AR.CH.IT Luca Cipelletti, Daniele Mastrapasqua, Paolo Pelando

La mostra è parte del progetto interregionale di valorizzazione del fiume Po, realizzato con il contributo del Ministero dell’Industria e delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto e mostra i risultati di una ricerca condotta dal Politecnico di Milano/Dipartimento di Progettazione dell’Architettura.

Poche sono state nel passato le rappresentazioni di tutta l'asta dalla fonte al mare Adriatico. La prima risale al periodo napoleonico quando, con la costituzione del Regno d’Italia, il Po venne visto per la prima volta nel suo insieme.

Il continuo spostamento dell'alveo, il bisogno di opere idrauliche, l'inquadramento geografico, la moltitudine dei confini hanno contribuito a fare della rappresentazione del Po il migliore esercizio grafico per quanti si sono impegnati a volerlo raffigurare. Da sempre i migliori tecnici, cartografi, fisici, topografi hanno sperimentato in questo luogo i risultati delle ultime ricerche nelle discipline scientifiche, idrauliche e del disegno.

La mostra è aperta da una sezione introduttiva nella quale il visitatore può camminare sulla rappresentazione dell’intero corso e dei suoi affluenti, mentre dal pavimento emergono schermi al plasma dai quali si potrà godere delle riprese del Po, dello spostamento delle sue masse d’acqua, della vita che si svolge lungo il suo percorso, dalla proiezione della sorgente, attraverso i ponti vicini alle città più importanti (Torino, Alessandria, Pavia, Piacenza, Cremona, Mantova, Ferrara), fino al delta.

Il nucleo centrale è costituito dall'esposizione di quattro cartografie ottocentesche.

La prima, realizzata nel 1811, rappresenta il territorio del Basso Po, quella porzione ferrarese che va da Ficarolo al mare e nasce per prevenire nuove alluvioni, risollevare economicamente e socialmente il territorio e migliorare le vie di comunicazione. E’ composta da 38 tavole (scala 1:15.000) disegnate a china e colorate ad acquarello.

La seconda, risalente al 1821 e aggiornata nel 1853, comprende 47 tavole a colori che rappresentano il fiume da Pavia al mare; la terza è l’aggiornamento della medesima al 1872. Camminando lungo queste due piante, poste in piano per una lunghezza di 20 metri, il visitatore può avere l’impressione di spostarsi lungo le sponde del Po.

Infine, l’ultima pianta del 1887 è ancora oggi utilizzata per aggiornamenti e per la rappresentazione di tutto il corso del Po. Lo studio e la conoscenza oggi di questa mappa è importante per il suo valore storico, scientifico, culturale, idraulico e per poter avviare la realizzazione di un nuovo disegno del fiume.

A corredo delle piante sono esposte trenta fotografie di Valerio Rebecchi, che si confronta con il paesaggio costruito dal Po, la sua visione e rappresentazione della sponda reggiana e modenese del fiume (raccolta Touring Club Italiano).

Una sezione curata dal Touring Club Italiano è dedicata alla rappresentazione turistica, cartografica e guidistica del Po attraverso l’esposizione di originali e riproduzioni della cartografia turistica del fiume e di foto che documentano le prime crociere motonautiche, il Po d’inizio secolo scorso e ambienti fluviali di particolare interesse turistico.

La mostra fa parte di un insieme di proposte e iniziative messe in campo dalle quattro regioni - Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto – di valorizzazione di un sistema caratterizzato dalle città d’arte, riserve naturali, fiumi navigabili, località termali, oasi naturali e prodotti enogastronomici delle aree relative al corso del Po.

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