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Design Ultrapoverissimo di Riccardo Dalisi
17 December 08 - 01 February 09

Location: Triennale di Milano

Free admission


Triennale Design Museum presenta Design Ultrapoverissimo di Riccardo Dalisi, a cura di Silvana Annicchiarico, direttore del museo.
In mostra una selezione di quaranta progetti di Riccardo Dalisi che rientrano nella poetica del “design ultrapoverissimo”. Con questo termine, Riccardo Dalisi indica un design in cui viene negato ogni elemento di ricchezza esteriore nei materiali e nelle tecniche di lavorazione.
Il Design Ultrapoverissimo si caratterizza per un legame con la manualità, per la semplificazione delle forme e per il basso costo.
Questo design ha le sue radici nel Design Radicale degli anni settanta e nella “tecnica povera” teorizzata dal designer nei primi anni settata attraverso i laboratori fatti in collaborazione con gli abitanti del Rione Traiano a Napoli. Dalisi ha sempre amato lavorare con materiali poveri, come cartapesta, legno abbandonato, ferro grezzo, latta, rame, in cui individua un grande valore comunicativo e una preziosità intrinseca. Propone un ritorno alla manualità che si pone in contrasto con la meccanizzazione e l’omologazione produttiva, formulando modalità espressive inedite e attribuendo un valore aggiunto agli oggetti d’uso.
Vassoi, centrotavola e contenitori assumono così una nuova valenza attraverso la semplificazione delle linee e il recupero della figurazione, della decorazione, del segno e del colore.

Biografia
Riccardo Dalisi nasce a Potenza e vive a Napoli. Di Napoli ha fatto il suo quartiere generale per truppe di varia natura e dimensione. La prima truppa marcia da tempo verso l’architettura con opere e riconoscimenti vari. Una seconda truppa, con a capo Pulcinella e con Totò come secondo in campo, marcia nel design con speciali accampamenti dal nome di “Design ultrapoverissimo” e di “Opera buffa del design”, entrambi armati di tutto punto di caraffe e caffettiere, cucchiaini, forchette e forchettoni. Una terza compagine si destreggia nel mondo della scultura con guerrieri, spade, lance e poi Madonne con e senza Bambini. Una quarta ancora è munita di pennelli, pennarelli, pennelloni e pennellacci con colori contundenti che si mescolano, gocciolano e giocano variamente. Una quinta colonna è composta di pupazzi, pupazzelli che creano popoli e popolini e tante altre cose nominabili, quasi sempre. Una sesta compagine è la scrittura fatta di parole vaganti, segni, segnali. Ora è anzianotto però prosegue nella sua marcia nel sociale partita tra i bambini di strada del rione Traiano (1971-1975), continuata con gli anziani di Ponticelli (1977) e giunta oggi al rione Sanità con il laboratorio “Progettazione e compassione”. La decrescita oggi comprende tutto, passato, presente e, soprattutto, futuro.

Testi e immagini sono scaricabili da www.triennale.it/press

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