Triennale di Milano

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Documentazione

Bilanci. MissioniStatuto. Codice etico.

La prima edizione della "Esposizione Internazionale delle Arti Decorative" è stata promossa nel 1923 dal Consorzio Milano-Monza-Umanitaria e si è svolta nella Villa Reale del Parco di Monza, così come le successive edizioni del 1925 e del 1927.

Nel 1929, lo Stato Italiano ha riconosciuto definitivamente la manifestazione, dandole cadenza triennale e non più biennale. Due anni più tardi è stato istituito un apposito ente autonomo, denominato "Esposizione Triennale Internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell'architettura moderna", dotato di personalità giuridica, la cui sede è stata spostata da Monza a Milano, in un edificio da costruire con un lascito del senatore Bernocchi.

Nel dopoguerra, la Triennale è stata riorganizzata: da un lato le sono state confermate le finalità già indicate nella normativa precedente, dall'altro le è stato affidato lo sviluppo del progetto del "Quartiere sperimentale modello QT8" ed è stato istituito il "Centro Studi della Triennale".

Nel 1990, con una nuova legge di riordino, la Triennale ha ampliato l’ambito delle proprie attività di ricerca e documentazione, oltre che di esposizione, "nei campi dell'architettura, dell'urbanistica, dell'arte decorativa, del design, dell'artigianato, della produzione industriale, della moda, della comunicazione audiovisiva e delle espressioni artistiche e creative che ad essi si riferiscono."

Infine, il Decreto Legislativo 20 luglio 1999, n. 273, ha assegnato alla Triennale personalità giuridica di diritto privato, trasformandola in Fondazione, le cui finalità sono ora definite con “lo svolgimento e la promozione di attività di ricerca, di documentazione e di esposizione settoriale e interdisciplinare, di rilievo nazionale e internazionale, con particolare riguardo ai settori dell'architettura, dell'urbanistica, delle arti decorative e visive, del design, dell'artigianato, della produzione industriale, della moda, della comunicazione audiovisiva e di quelle espressioni artistiche e creative che a diverso titolo ad essi si riferiscono.”

Lo statuto impone inoltre alla Fondazione “l'organizzazione, con cadenza triennale, di esposizioni a carattere internazionale."

Scarica il modello organizzativo

Bilanci

Relazione al Bilancio di esercizio 2006
Relazione al Bilancio di esercizio 2007
Relazione al Bilancio di esercizio 2008
Relazione al Bilancio di esercizio 2009
Relazione al Bilancio di esercizio 2010 
Relazione al Bilancio di esercizio 2011 
Relazione al Bilancio di esercizio 2012 

Missioni

Fondazione La Triennale di Milano
Triennale di Milano Servizi srl
Fondazione Museo del Design 

Statuto

Fondazione La Triennale di Milano
con sede in Milano, Palazzo dell'Arte, Viale Alemagna, 6.

Art.1.
Costituzione

La Fondazione "La Triennale di Milano" di cui all'art. 1 del Decreto Legislativo 20 luglio 1999, n. 273, di seguito denominata Fondazione, è retta dal presente statuto, adottato dal Consiglio di Amministrazione ai sensi e per gli effetti previsti dallo stesso Decreto Legislativo.
La Fondazione ha sede in Milano, Palazzo dell'Arte, Viale Alemagna n.6.
La Fondazione prosegue l'opera svolta dall'Ente Pubblico disciplinato dal regio decreto-legge 25 giugno 1931, n. 949, convertito dalla legge 21 dicembre 1931, n. 1780, e dalla legge 1 giugno 1990, n. 137.
La Fondazione non ha scopo di lucro e non può distribuire utili.
Le finalità della Fondazione si esplicano nell'ambito del territorio nazionale. Le attività della Fondazione, strumentali alle sue finalità, potranno svolgersi in Italia ed all'Estero. 

Art. 2
Delegazioni e uffici

Delegazioni e uffici potranno essere costituiti sia in Italia che all'estero onde svolgere, in via accessoria e strumentale rispetto alle finalità della Fondazione, attività di promozione nonché di sviluppo ed incremento della necessaria rete di relazioni nazionali ed internazionali di supporto alla Fondazione stessa.

Art. 3
Scopi

La Fondazione ha le seguenti finalità :
- svolgere e promuovere attività di ricerca, di documentazione e di esposizione settoriale ed interdisciplinare, di rilievo nazionale ed internazionale, con particolare riguardo ai settori dell'architettura, dell'urbanistica, delle arti decorative e visive, del design, dell'artigianato, della produzione industriale, della moda, della produzione audiovisiva e di quelle espressioni artistiche e creative che a diverso titolo ad essi si riferiscono;
- organizzare con cadenza triennale esposizioni a carattere internazionale nei settori di cui sopra.
La vita della Fondazione rispecchierà pertanto il differenziarsi e l'integrarsi di questi due fondamentali pilastri culturali.
La Fondazione, inoltre, agevola la libera partecipazione di tutti gli interessati alla propria attività culturale, garantisce piena libertà di idee e forme espressive e favorisce, anche mediante convenzioni, la circolazione del proprio patrimonio 2 culturale presso fondazioni, enti, istituzioni ed associazioni culturali, scuole ed università. 

Art. 4
Attività strumentali, accessorie e connesse

Per il raggiungimento dei suoi scopi la Fondazione potrà tra l'altro:
a) stipulare ogni opportuno atto o contratto, anche per il finanziamento delle operazioni deliberate, tra cui, senza l'esclusione di altri, l'assunzione di prestiti e mutui, a breve o a lungo termine, l'acquisto, in proprietà o in diritto di superficie, di immobili, la stipula di convenzioni di qualsiasi genere anche trascrivibili nei pubblici registri, con enti pubblici o privati, che siano considerate opportune ed utili per il raggiungimento degli scopi della Fondazione;
b) amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, locatrice, comodataria o comunque posseduti;
c) partecipare ad associazioni, enti e istituzioni, pubbliche e private, la cui attività sia rivolta, direttamente od indirettamente, al perseguimento di scopi analoghi a quelli della Fondazione medesima; la Fondazione potrà, ove lo ritenga opportuno, concorrere anche alla costituzione degli organismi anzidetti;
d) costituire, partecipare e promuovere la costituzione, previa autorizzazione dell'autorità vigilante, di società di capitali, strumentali al raggiungimento delle proprie finalità;
e) promuovere ed organizzare seminari, corsi di formazione, manifestazioni, convegni, incontri, procedendo alla pubblicazione dei relativi atti o documenti, e tutte quelle iniziative idonee a favorire un organico contatto tra la Fondazione, il sistema culturale nazionale ed internazionale, i relativi addetti e il pubblico;
f) svolgere, in via accessoria e strumentale al perseguimento dei fini istituzionali, attività commerciale ed altre attività accessorie;
g) istituire ed erogare premi e borse di studio e bandire concorsi;
h) svolgere ogni altra attività idonea ovvero di supporto al perseguimento delle finalità istituzionali.
La Fondazione ha il diritto esclusivo all'utilizzo del suo nome, della denominazione storica e della propria immagine, nonché delle denominazioni delle manifestazioni organizzate; la Fondazione potrà consentire o concederne l'uso per iniziative coerenti con le proprie finalità.
Nel caso in cui la Fondazione eserciti una attività commerciale, è soggetta, in caso di insolvenza, alla procedura di liquidazione coatta amministrativa. 

Art. 5
Vigilanza e amministrazione straordinaria

Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è titolare del potere di vigilanza sulla gestione della Fondazione.
Può disporre lo scioglimento del Consiglio di amministrazione in ottemperanza alle leggi vigenti e altresì quando:
a) risultino gravi irregolarità nell'amministrazione, ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative o statutarie che regolano l'attività della Fondazione;
b) il conto economico chiuda con una perdita superiore al 30% del patrimonio per due esercizi consecutivi, ovvero siano previste perdite del patrimonio di analoga entità;
c) non venga ricostituito il patrimonio, ai sensi dell'art. 6 ultimo comma del presente statuto;
d) vi sia impossibilità di funzionamento degli organi.
Con il decreto di scioglimento viene nominato un Commissario Straordinario e ne vengono determinati la durata dell'incarico ed il compenso. Il Commissario Straordinario esercita tutti i poteri del Presidente e del Consiglio di Amministrazione.
Il Commissario Straordinario provvede alla gestione, ad accertare e rimuovere le irregolarità ed a promuovere le soluzioni utili al perseguimento dei fini istituzionali; esercita l'azione di responsabilità contro i componenti del disciolto Consiglio di amministrazione, previa autorizzazione dell'Autorità vigilante. 

Art. 6
Patrimonio

Il patrimonio della Fondazione è composto:
- dai beni mobili ed immobili di cui è proprietaria, descritti e stimati dalla relazione di cui all'art. 1 comma terzo del Decreto Legislativo n. 273 del 20 luglio 1999;
- dai beni mobili ed immobili che pervengano o perverranno a qualsiasi titolo alla Fondazione, compresi quelli dalla stessa acquistati secondo le norme del presente Statuto, nel caso in cui il Consiglio di amministrazione deliberi di imputare tali beni al patrimonio;
- dalle elargizioni fatte da enti o da privati con espressa destinazione a incremento del patrimonio;
- dalla parte degli avanzi di gestione non utilizzata che, con delibera del Consiglio d'Amministrazione, può essere destinata ad incrementare il patrimonio;
- da contributi attribuiti al patrimonio dall'Unione Europea, dallo Stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici.
La stima dei conferimenti, qualora ne ricorrano le condizioni, avviene a norma dell'articolo 2343 del Codice Civile.
Per esigenze connesse all'espletamento dei propri compiti e con esclusione del periodo in regime di commissariamento, la Fondazione può disporre del proprio patrimonio nel limite del 20% del valore iscritto nell'ultimo bilancio approvato, con l'obbligo di procedere alla sua ricostituzione entro i due esercizi successivi. 

Art. 7
Beni in concessione

La concessione in uso alla Fondazione di beni mobili od immobili è regolata da apposite convenzioni bilaterali; il valore attribuito al diritto d'uso non entra a far parte del patrimonio dell'ente concessionario.
In ogni caso, i beni mobili od immobili, eventualmente concessi in uso alla Fondazione, rientrano in disponibilità dei concedenti allo scadere delle predette convenzioni ovvero in caso di scioglimento della Fondazione. 

Art. 8
Fondo di Gestione

Il fondo di gestione della Fondazione è costituito:
- dalle rendite e dai proventi derivanti dal patrimonio e dalle attività della Fondazione medesima;
- da eventuali donazioni o disposizioni testamentarie, che non siano espressamente destinate al patrimonio;
- da eventuali altri contributi attribuiti dallo Stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici;
- dai contributi dei Partecipanti sostenitori;
- dai ricavi delle attività istituzionali, accessorie, strumentali e connesse.
Le rendite e le risorse della Fondazione saranno impiegate per il funzionamento della Fondazione stessa e per il perseguimento dei suoi scopi. 

Art. 9
Esercizio finanziario

L'esercizio finanziario ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.
Entro il 30 novembre il Consiglio d'Amministrazione approva il bilancio economico di previsione dell'esercizio successivo ed entro il 30 aprile successivo il bilancio consuntivo di quello decorso.
Il bilancio economico di previsione e il bilancio di esercizio devono essere trasmessi a tutti i Partecipanti di diritto, accompagnati dalla relazione sull'andamento della gestione sociale e dalla relazione del Collegio dei Revisori dei conti, alle condizioni e con le modalità di cui all'articolo 2 della legge 21 marzo 1958, n. 259. La Fondazione anche quando non esercita attività commerciale, deve tenere i libri e le altre scritture contabili prescritti dall'articolo 2421 del codice civile e deve redigere il bilancio di esercizio secondo le disposizioni degli articoli 2423 e seguenti del codice civile, in quanto compatibili.
Nella redazione del bilancio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa, in ossequio alle norme vigenti tempo per tempo, dovranno essere seguiti i principi previsti dagli articoli 2423 e seguenti del Codice Civile, in quanto compatibili.
Gli impegni di spesa e le obbligazioni, direttamente contratti dal rappresentante legale della Fondazione, da membri del Consiglio di Amministrazione o dal Direttore generale se muniti di delega, non possono eccedere i limiti degli stanziamenti approvati.
Gli eventuali avanzi delle gestioni annuali dovranno essere impiegati per la ricostituzione del patrimonio eventualmente necessaria, prima che per il potenziamento delle attività della Fondazione o per l'acquisto di beni strumentali per l'incremento o il miglioramento della sua attività.
E' vietata la distribuzione di utili od avanzi di gestione nonché di fondi e riserve durante la vita della Fondazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge. 

Art. 10
Disposizioni di controllo pubblico sulla contabilità

Il bilancio di esercizio deve essere trasmesso, entro quindici giorni dalla deliberazione, all'Autorità vigilante ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze, per l'approvazione di concerto, entro sessanta giorni dalla sua ricezione. Entro trenta giorni dall'approvazione, una copia del bilancio deve essere, a cura degli amministratori, depositata presso l'ufficio del registro delle imprese e pubblicato in una sezione facilmente accessibile e dedicata del sito internet istituzionale della Fondazione.
La gestione finanziaria è soggetta al controllo della Corte dei Conti. 

Art. 11
Membri della Fondazione

I membri della Fondazione si dividono in:
- Partecipanti di diritto;
- Partecipanti istituzionali;
- Partecipanti sostenitori. 

Art. 12
Partecipanti di diritto e Istituzionali

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (in prosieguo Mibact) e il Comune di Milano sono partecipanti di diritto.
Partecipanti Istituzionali sono Regione Lombardia e CCIAA di Milano, in virtù di un contributo ordinario – da versarsi per almeno quattro annualità consecutive - la cui misura sarà deliberata di anno in anno dal Consiglio di amministrazione. 

Art. 13
Partecipanti sostenitori

Sono partecipanti sostenitori i soggetti pubblici, le persone fisiche e giuridiche, pubbliche o private, singole o associate, italiane o straniere, che versano alla Fondazione contributi ordinari, annuali o pluriennali, nella misura stabilita dal Consiglio di amministrazione, comunque non inferiore al 30% della somma versata nell’esercizio precedente dai Partecipanti di Diritto.
La qualifica di partecipante decade al cessare della contribuzione. 

Art. 14
Esclusione e recesso

Qualora i Partecipanti Istituzionali di cui all’art. 12 secondo comma non provvedano al conferimento della contribuzione stabilita decadono da tale qualifica.
Il mancato conferimento della contribuzione stabilita determina altresì l’esclusione dei Partecipanti sostenitori in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 13, secondo comma.
Qualora i Partecipanti sostenitori siano persone fisiche o giuridiche, l’esclusione è determinata, oltre che da grave e reiterato inadempimento degli obblighi di leale collaborazione o comunque previsti dal presente Statuto, anche dall’apertura a loro carico di procedure di liquidazione o di procedure concorsuali anche stragiudiziali.
I Partecipanti Sostenitori possono, in ogni momento, recedere dalla Fondazione ai sensi dell'art. 24 del Codice Civile. In tal caso restano obbligati all'adempimento delle obbligazioni assunte nei confronti della Fondazione. 

Art. 15
Organi della Fondazione

Sono organi della Fondazione:
- il Presidente della Fondazione;
- il Consiglio d’amministrazione;
- il Comitato scientifico;
- il Collegio dei revisori dei conti. 

Art. 16
Consiglio d'Amministrazione

Il Consiglio di amministrazione è nominato con decreto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nel rispetto dei principi del pluralismo culturale ed è composto:
a) da due consiglieri in rappresentanza di ciascuno dei partecipanti di diritto, che provvedono a designarli;
b) da due consiglieri in rappresentanza di ciascuno dei partecipanti istituzionali, che provvedono a designarli;
c) da un consigliere designato dal Collegio dei partecipanti a maggioranza assoluta dei propri membri.
Qualora i partecipanti istituzionali non designassero i propri rappresentanti o nel caso previsto dall’art. 14, primo comma, alla designazione provvederanno i membri di diritto, in ragione di uno ciascuno.
Qualora i partecipanti sostenitori non abbiano designato il consigliere loro spettante, esso è designato dal Mibact.
I componenti del Consiglio di amministrazione, sono individuati tra personalità di elevato profilo culturale, con particolare riguardo ai settori di attività della Fondazione e comprovate capacità organizzative.
Essi operano nell'esclusivo interesse della Fondazione, senza vincolo di mandato nei confronti di coloro che li hanno designati, e non devono avere, per l’intera durata del mandato, pena la decadenza, interessi personali e diretti relativi ad attività imprenditoriali nel campo di attività della Fondazione.
Ciascun componente del Consiglio di amministrazione resta in carica quattro anni e può essere riconfermato per una sola volta consecutiva. Qualora uno di essi sia nominato prima della scadenza quadriennale, resterà in carica fino ad allora.
Il membro del Consiglio d'amministrazione che, senza giustificato motivo, non partecipa personalmente a tre riunioni consecutive, è dichiarato decaduto dal consiglio stesso. In tal caso, come in ogni altra ipotesi di vacanza della carica di Consigliere, il Consiglio di amministrazione dovrà provvedere, nel rispetto delle designazioni di cui al secondo comma, a interpellare i soggetti competenti affinché provvedano alla designazione del nuovo Consigliere che, una volta nominato, resterà in carica sino alla scadenza del Consiglio d'amministrazione.
Il Consiglio d'amministrazione determina, in conformità agli scopi statutari, gli obiettivi e i programmi della Fondazione e verifica i risultati complessivi della gestione.
In particolare provvede a:
1. stabilire le linee generali dell'attività della Fondazione e i relativi obiettivi e programmi, nell'ambito degli scopi e delle attività di cui agli articoli 3 e 4;
2. approvare il bilancio di previsione e il bilancio consuntivo;
3. assegnare gli stanziamenti per le attività istituzionali;
4. fissare i criteri per divenire Partecipanti sostenitori ai sensi dell'art. 13 del presente Statuto e attribuire la relativa qualifica nonché deliberarne l’esclusione ai sensi dell’art. 14 secondo e terzo comma;
5. istituire il Collegio dei partecipanti;
6. individuare i settori di attività della Fondazione;
7. nominare il Direttore Generale e i Curatori dei settori di attività della Fondazione, determinandone il compenso, mediante deliberazione soggetta ad approvazione dell'Autorità vigilante, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze;
8. nominare al proprio interno il Presidente della Fondazione, con le modalità di cui all'art. 18 e un Vicepresidente che lo sostituisca in caso di assenza o impedimento;
9. nominare, sentiti i Partecipanti di Diritto, gli esperti di cui all’ art. 20, ultimo periodo;
10. delegare, qualora lo ritenga opportuno, parte delle sue attribuzioni al Presidente;
11. attribuire al Direttore Generale e ai componenti del Consiglio di Amministrazione incarichi particolari e il potere di rappresentanza necessario per svolgerli;
12. procedere all'assunzione e al licenziamento del personale della Fondazione;
13. determinare con propria deliberazione soggetta ad approvazione dell'autorità vigilante, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il compenso spettante ai componenti del Collegio dei Revisori in linea con i parametri definiti dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 gennaio 2001 e secondo la procedura di cui alla relativa circolare applicativa della P.C.M. del 21 maggio 2001;
14. approvare, qualora lo ritenga utile o opportuno, un regolamento di attuazione del presente Statuto;
15. deliberare eventuali modifiche statutarie;
16. adottare, se lo ritiene opportuno, il regolamento di contabilità ispirato a principi civilistici e recanti, ove necessario, deroghe, anche in materia contrattuale, alle disposizioni del D.P.R. n. 696/1979 e ss.mm., soggetto all’approvazione del Mibact di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
17. deliberare in merito allo scioglimento della Fondazione e alla devoluzione del patrimonio;
18. svolgere gli ulteriori compiti ad esso attribuiti dal presente Statuto.
La partecipazione al Consiglio di amministrazione è a titolo non oneroso e non comporta pertanto alcun compenso, gettone di presenza o rimborso. 

Art. 17
Convocazione e quorum

Il Consiglio di amministrazione è convocato dal Presidente di propria iniziativa o su richiesta di almeno due consiglieri, senza obblighi di forma purché con mezzi idonei inoltrati almeno otto giorni prima di quello fissato per l'adunanza; in caso di necessità o urgenza, la comunicazione può avvenire tre giorni prima della data fissata. Le riunioni possono svolgersi anche a distanza mediante strumenti telematici, quali la conference call.
L'avviso di convocazione deve contenere l'ordine del giorno della seduta, il luogo e l'ora. Esso può contestualmente indicare anche il giorno e l'ora della seconda convocazione e può stabilire che questa sia fissata lo stesso giorno della prima convocazione a non meno di un'ora di distanza da questa.
Il Consiglio di amministrazione si riunisce validamente con la presenza di almeno tre membri in carica e delibera a maggioranza dei voti espressi.
In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Per le deliberazioni di cui ai numeri 4, 15, 16, 17, 18 e 19 dell'art. 16, è richiesta comunque la maggioranza degli aventi diritto al voto.
Le modifiche statutarie e lo scioglimento della Fondazione devono essere assunte a maggioranza degli aventi diritto al voto, nonché con il 75% dei voti ponderati in proporzione al contributo conferito, nel corso del mandato, da ciascun Partecipante.
Delle riunioni del Consiglio è redatto verbale, firmato da chi presiede il Consiglio medesimo e dal Direttore generale che funge da segretario o, in caso di sua assenza, da persona che il Presidente abbia nominato segretario della riunione.
Nel caso di sopravvenuta mancanza di uno o più Consiglieri, il Consiglio potrà validamente deliberare con l'avvenuta designazione della maggioranza dei componenti. 

Art. 18
Presidente della Fondazione

Il Presidente della Fondazione è eletto dal Consiglio medesimo tra i propri componenti.
Qualora il Presidente non sia eletto tra i componenti designati dal Comune di Milano, l'elezione ha efficacia acquisito il parere favorevole del Comune di Milano, da esprimersi nelle forme di cui all'art. 36, comma 5, della Legge 8 giugno 1990, n. 142, entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione dell'avvenuta elezione.
Il parere non espresso entro il termine indicato si intende favorevole.
Il Presidente del Consiglio di amministrazione assume in sé anche la funzione di Presidente della Fondazione.
Il Presidente della Fondazione, che opera a titolo non oneroso, ha la legale rappresentanza della Fondazione e ne promuove le attività; adotta nei casi di necessità e urgenza gli atti di competenza del Consiglio di Amministrazione e li sottopone alla sua ratifica, non oltre trenta giorni dall'adozione e comunque nella prima seduta utile.
In particolare, il Presidente cura le relazioni con enti, istituzioni, imprese pubbliche e private e altri organismi, anche al fine di instaurare rapporti di collaborazione e sostegno delle singole iniziative della Fondazione. 

Art.19
Direttore Generale

Il Direttore Generale della Fondazione è nominato, su proposta del Presidente, dal Consiglio di amministrazione, ed è scelto tra persone dotate di specifica e comprovata esperienza nella gestione di fondazioni, associazioni, enti, imprese culturali.
Il Consiglio d’Amministrazione stabilisce gli esatti compiti e la natura dell’incarico in conformità con l’art. 2, lettera e) del decreto legislativo 20 luglio 1999 n. 273. Il contratto ha carattere di diritto privato ed una durata pari a quella del consiglio di amministrazione che lo ha designato.
In caso di mancato rinnovo del Direttore Generale in carica, il Consiglio di Amministrazione dà ampia informazione, a livello nazionale e internazionale, della scadenza dell’incarico stesso e delibera sull’affidamento del nuovo incarico previa selezione pubblica per curriculum e colloqui.
Il mandato del Direttore generale non può essere rinnovato più di una volta.
Il Direttore generale può essere rimosso dall’incarico del Consiglio di Amministrazione, secondo la normativa vigente, in qualsiasi momento per gravi motivi.
Il Direttore Generale è il responsabile operativo dell'attività della Fondazione.
In particolare, egli:
a) provvede alla gestione organizzativa ed amministrativa della Fondazione, nonché all'organizzazione delle singole iniziative, predisponendo mezzi e strumenti necessari per la loro concreta attuazione;
b) predispone e propone al Consiglio di Amministrazione il bilancio di previsione e il conto consuntivo, con la conseguente assegnazione degli stanziamenti per le attività istituzionali o il piano programmatico e il bilancio di esercizio nell’ipotesi che sia adottato il regime di contabilità civilistica;
c) propone al Consiglio di Amministrazione l'assunzione del personale nei limiti delle previsioni di bilancio;
d) coordina l'attività operativa dei Curatori dei settori di attività della Fondazione;
e) dà esecuzione, nelle materie di sua competenza, alla deliberazioni del Consiglio di Amministrazione, nonché agli atti del Presidente.
Egli partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Scientifico e del Collegio dei Partecipanti. 

Art. 20
Comitato scientifico

Il Comitato Scientifico è composto da:
a) il Presidente della Fondazione, che lo presiede;
b) i quattro curatori dei settori di attività della Fondazione.
I componenti del Comitato Scientifico operano nell'esclusivo interesse della Fondazione. Essi non devono avere, per l’intera durata del mandato pena la decadenza, interessi personali e diretti relativi allo svolgimento di attività imprenditoriali, nel medesimo campo della Fondazione.
Il Comitato scientifico esprime pareri sulle questioni sottopostegli dal Consiglio di amministrazione e delibera sulle attività culturali e artistiche della Fondazione, sull’organizzazione delle mostre e manifestazioni, sulle attività di studio, ricerca e sperimentazione. Le delibere del Comitato sono sottoposte all’approvazione del Consiglio di amministrazione.
Il quorum costitutivo e quello deliberativo sono determinati secondo il metodo del voto ponderato sulla base di 70 punti/voto in disponibilità del Comitato scientifico di cui 30 in disponibilità del Presidente e i restanti egualmente suddivisi tra gli altri quattro componenti.
La partecipazione al Comitato Scientifico è a titolo non oneroso per la Fondazione e non comporta pertanto alcun compenso, gettone di presenza o rimborso.
Comitato si riunisce validamente purché siano rappresentati almeno sessanta punti/voto assegnati.
Le riunioni possono svolgersi anche a distanza mediante strumenti telematici, quali la conference call.
Il Comitato delibera a maggioranza assoluta dei punti/voto presenti.
I componenti del Comitato scientifico durano in carica quattro anni.
Su indicazione del Presidente e dei Partecipanti di Diritto, previa deliberazione del Consiglio di amministrazione, il Comitato scientifico può essere integrato da esperti di riconosciuto prestigio e sicura esperienza, italiani e stranieri, in numero variabile e senza diritto di voto. Sulle materie di competenza, gli esperti possono essere ascoltati dal Consiglio di amministrazione anche singolarmente. 

Art.21
Curatori dei settori di attività

I curatori dei settori di attività sono nominati dal Consiglio di amministrazione tra persone di comprovata esperienza nei rispettivi ambiti e fanno parte del Comitato scientifico di cui all’art. 20 del presente statuto. Ciascuno di essi resta in carica quattro anni e può essere revocato dall’incarico in ogni momento, anche senza giusta causa.
Nel rispetto delle finalità di cui all’art. 3 del presente statuto, i settori di attività della Fondazione sono definiti dal Consiglio di amministrazione contestualmente alla nomina del Comitato scientifico. 

Art. 22
Collegio dei partecipanti

Il Collegio dei partecipanti, istituito dal Consiglio di amministrazione, è composto dai delegati di tutti i partecipanti alla Fondazione, siano essi di diritto, istituzionali o sostenitori, e si riunisce almeno una volta all’anno per esprimere un parere sul bilancio di esercizio, sugli indirizzi di gestione e programmazione delle attività, sui criteri per l’ingresso di nuovi Partecipanti.
Presieduto dal Presidente della Fondazione, cui spetta il compito di convocarlo, il Collegio è validamente riunito quando sia presente almeno un terzo degli aventi diritto. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei voti espressi, ciascuno dei quali è computato in proporzione al contributo conferito nell’anno solare.
Il Collegio designa inoltre, tra i partecipanti sostenitori, un consigliere d’amministrazione, secondo le modalità indicate dall’art. 16, lettera c).
In mancanza di partecipanti sostenitori, il collegio designerà un consigliere indicato dai partecipanti di diritto e istituzionali.
Tale Consigliere decadrà dall’incarico qualora in Collegio entrassero partecipanti sostenitori.
La partecipazione al Collegio dei Partecipanti è a titolo non oneroso per la Fondazione e non comporta pertanto alcun compenso, gettone di presenza o rimborso. 

Art.23
Collegio dei Revisori dei Conti

Il Collegio dei Revisori dei Conti, nominato dal Consiglio d’Amministrazione, è composto di tre membri effettivi e due supplenti, di cui un membro effettivo, con funzioni di presidente, ed un supplente designati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, un membro effettivo designato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, un membro effettivo ed un supplente designati dal Comune di Milano. Ai componenti supplenti non spetta alcun compenso.


Il Collegio dei Revisori dei Conti vigila sulla gestione finanziaria della Fondazione, accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, esamina le proposte di bilancio preventivo ed il rendiconto economico e finanziario, redigendo apposite relazioni ed effettua verifiche di cassa.
I membri del Collegio dei Revisori dei Conti possono partecipare senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio di amministrazione. I membri del Collegio dei Revisori possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo, nonché chiedere agli Amministratori notizie sull'andamento delle operazioni della Fondazione o su determinati affari. I suddetti poteri devono essere esercitati in principio collegialmente.
Degli accertamenti eseguiti deve farsi constare nell'apposito libro delle Adunanze e deliberazioni del Collegio dei Revisori dei Conti.
I membri del Collegio dei Revisori dei Conti restano in carica quattro anni e possono essere riconfermati una sola volta. 

Art. 24
Personale

I rapporti di lavoro dei dipendenti della Fondazione sono disciplinati dalle disposizioni del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. 

Art.25
Scioglimento

In caso di scioglimento della Fondazione per qualunque causa, il patrimonio verrà devoluto, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, ad altri enti che perseguano finalità analoghe ovvero a fini di pubblica utilità. 

Art. 26
Clausola di rinvio

Per quanto non previsto dal presente Statuto, si applicano le disposizioni del Codice Civile e le norme di legge vigenti in materia.
In materia di proroga degli organi statutari, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3 comma 1 del decreto legge 16 maggio 1994 n. 293 come convertito dalla legge 15 luglio 1994 n. 444 e successive modificazioni.

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Codice etico

  1. 1. Premessa

La Fondazione “La Triennale di Milano”, di seguito definita Fondazione, al fine di definire con chiarezza e trasparenza l’insieme dei valori ai quali si ispira per raggiungere i propri obiettivi e nel recepire quanto prescritto nel D.Lgs 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa di società ed enti, introduce, con il presente Codice, uno schema comportamentale di riferimento, capace di orientare l’impegno professionale di ciascun collaboratore e dipendente.

Il Codice Etico integra e completa quanto riportato nello Statuto e costituisce parte integrante del Modello Organizzativo, ex DL 231/2001 in materia di “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”.

L’orientamento all’etica è approccio indispensabile per l’affidabilità dei comportamenti della Fondazione verso l’intero contesto civile ed economico in cui la stessa opera; a tali esigenze risponde la predisposizione del Codice Etico, che rappresenta un sistema di regole da osservarsi da parte di tutti coloro che operano in nome e per conto della Fondazione, sia con riferimento a rapporti interni che con soggetti esterni.

Il Codice Etico ha lo scopo di definire con chiarezza l’insieme dei valori e principi la cui osservanza è imprescindibile per il corretto svolgimento delle nostre attività.

Il Codice Etico è diffuso all’interno della Fondazione e distribuito a tutti i soggetti terzi che entrano in rapporti stabili o temporanei con la stessa, contestualmente, si richiede a tutti i dipendenti collaboratori e/o soggetti aventi relazioni con la Fondazione il rispetto delle regole e raccomandazioni stabilite nel presente Codice Etico.

Pertanto, qualsiasi condotta illecita da parte dei suddetti soggetti, nell’espletamento delle varie attività, è da considerarsi come commessa in danno alla Fondazione stessa.

Per assicurare il regolare funzionamento, l’affidabilità della gestione e l’immagine dell’Ente (Ente Giuridico) stesso è fondamentale che tutti coloro che operano in nome e per conto della Fondazione agiscano in base a principi di chiarezza e trasparenza, osservanza della legge e dei regolamenti interni, concorrenza leale e rispetto delle persone.

La Fondazione ripudia ogni discriminazione delle persone basata sul sesso, sulle razze, sulle lingue, sulle condizioni personali e sociali, sul credo religioso e politico e favorisce un ambiente di lavoro che, ispirato al rispetto, alla correttezza ed alla collaborazione – in base all’esperienza maturata nei settori di competenza – permette il coinvolgimento e la responsabilizzazione di dipendenti e collaboratori, con riguardo agli specifici obiettivi da raggiungere e alle modalità per perseguirli.

Art. 3 - Scopi-

“La Fondazione ha le seguenti finalità:

- svolgere e promuovere attività di ricerca, di documentazione e di esposizione settoriale ed interdisciplinare, di rilievo e di esposizione settoriale ed interdisciplinare, di rilievo nazionale ed internazionale, con particolare riguardo ai settori dell’architettura, dell’urbanistica, delle arti decorative e visive, del design, dell’artigianato, della produzione industriale, della moda, della produzione audiovisiva e di quelle espressioni artistiche e creative che a diverso titolo ad essi si riferiscono;

- organizzare con cadenza triennale esposizioni a carattere internazionale dei settori di cui sopra.

La vita della Fondazione rispecchierà pertanto il differenziarsi e l’integrarsi di questi due fondamentali pilastri culturali.

La Fondazione, inoltre, agevola la libera partecipazione di tutti gli interessati alla propria attività culturale, garantisce piena libertà di idee e forme espressive e favorisce, anche mediante convenzioni, la circolazione del proprio patrimonio culturale presso fondazioni, enti, istituzioni ed associazioni presso fondazioni, enti, istituzioni ed associazioni culturali, scuole ed università.”

2. Disposizioni generali

I principi e le disposizioni del Codice Etico sono vincolanti per gli Amministratori, per le persone legate da rapporti di lavoro subordinato con la Fondazione (“Dipendenti”) e per tutti coloro che operano a qualsiasi titolo per la Fondazione (“Collaboratori”).

Amministratori, Dipendenti e Collaboratori verranno di seguito definiti i “Destinatari”.

- I principi e le disposizioni del presente Codice Etico (di seguito “Codice”) costituiscono specificazioni esemplificative degli obblighi generali di diligenza, correttezza e legalità che qualificano l’adempimento delle prestazioni lavorative e il comportamento nell’ambiente di lavoro. I principi del Codice  integrano dunque le regole di condotta già previste in base alla natura giuridica dei rapporti e dei rispettivi incarichi dei soggetti Destinatari.

- La Fondazione si impegna a portare il Codice  a conoscenza di tutti coloro che hanno rapporti durevoli con l’Ente, e a coloro ai quali potranno in futuro essere conferiti incarichi di tipo specifico.

-          La Fondazione si impegna a distribuire una copia del Codice Etico ai Destinatari, che dovranno impegnarsi per iscritto al rispetto integrale dello stesso; inoltre, ci impegniamo a promuovere un’ampia diffusione del Codice Etico tra gli altri Stakeholder, rivolgendo loro l’invito ad osservarne i principi.

- La vigilanza sull’osservanza e lo stato di applicazione del presente Codice Etico è delegata all’Organismo di Vigilanza (ODV).

Principi Generali

Il Codice costituisce un insieme di principi la cui osservanza è di fondamentale importanza per il regolare funzionamento, l’affidabilità della gestione e l’immagine della Fondazione. A tali principi si richiamano le operazioni, i comportamenti e i rapporti, sia interni all’Ente che esterni.

La Fondazione riconosce che le risorse umane costituiscono un fattore di fondamentale importanza per il proprio sviluppo. La gestione delle risorse umane è fondata sul rispetto della personalità e professionalità di ciascuna di esse nel quadro generale della presente normativa.

Comunicazione

La Fondazione provvede ad informare tutti i Destinatari sulle disposizioni e sull’applicazione del Codice, ne raccomanda l’osservanza e si impegna a richiedere a tutti coloro che agiscono nell’ambito dell’Ente (Destinatari) il mantenimento di una condotta in linea con i principi generali del presente Codice Etico; inoltre diffonde il contenuto del Codice a quanti entrino in relazione con l’ Ente.

In particolare provvede:

- alla diffusione del Codice presso i Destinatari;

- all’interpretazione e al chiarimento delle disposizioni;

- alla verifica dell’effettiva osservanza;

- all’aggiornamento delle disposizioni.

Responsabilità

Ciascun Destinatario svolge la propria attività lavorativa e le proprie prestazioni con diligenza, efficienza e correttezza, utilizzando al meglio gli strumenti e il tempo a sua disposizione ed assumendo le responsabilità connesse agli adempimenti, nel rispetto della vigente normativa, nonché delle procedure e delle competenze stabilite dalla Fondazione.

I Destinatari, anche nel rispetto della vigente normativa, devono astenersi dal porre in essere comportamenti contrari alle disposizioni contenute nel Codice e devono tempestivamente riferire, le seguenti informazioni:

- qualsiasi notizia in merito alla violazione, o alla possibile violazione, delle disposizioni contenute nel Codice;

- qualunque richiesta di violazione al Codice sia stata loro sottoposta.

Principi Etici

Il presente Codice Etico intende esplicitare i valori etici fondamentali dell’Ente, quali:

Legalità

Tutti i destinatari del presente documento sono tenuti al rispetto della normativa vigente, del Codice Etico e delle norme interne aziendali; in nessun caso il proseguimento dell’interesse dell’Ente può giustificare un operato non conforme alle stesse.

Lealtà

Tutte le attività, interne ed esterne, devono essere improntate alla massima lealtà ed integrità, operando con senso di responsabilità, in buona fede, stabilendo rapporti professionali e commerciali correnti, nonché tenendo alla valorizzazione e salvaguardia del patrimonio aziendale.

Trasparenza

Tutte le azioni e le relazioni con controparti devono essere effettuate garantendo correttezza, completezza, accuratezza, uniformità e tempestività dell’informazione, secondo le prescrizioni normative applicabili e la best practice del mercato, nei limiti della tutela del know how e dei beni aziendali.

Imparzialità

La Fondazione nelle relazioni sia interne che esterne evita qualsiasi forma di discriminazione basata su età, sesso, orientamento sessuale, stato di salute, razza, nazionalità, opinioni politiche e sindacali e credenze religiose.

Diligenza e professionalità

Gli Amministratori, gli Organi Istituzionali e i Dipendenti svolgono diligentemente le proprie prestazioni professionali, operando nell’interesse dell’Ente e perseguendo obiettivi di efficacia ed efficienza.

Correttezza

Tutte le azioni e le operazioni compiute ed i comportamenti tenuti da ciascuno dei Destinatari nello svolgimento della funzione e dell’incarico, sono ispirati alla legittimità sotto l’aspetto formale e sostanziale, secondo le norme vigenti e le procedure interne, nonché alla correttezza, alla collaborazione, alla lealtà ed al reciproco rispetto.

I Destinatari non utilizzano a fini personali informazioni, beni e attrezzature, di cui dispongono nello svolgimento della funzione o dell’incarico.

Il dipendente limita ai casi di assoluta necessità l’eventuale uso per ragioni personali delle apparecchiature telefoniche, delle fotocopiatrici e degli elaboratori, anche in caso di ricezione di comunicazioni.

Ciascun Destinatario non accetta, né effettua, per sé o per altri, pressioni, raccomandazioni o segnalazioni, che possano recare pregiudizio all’Ente o indebiti vantaggi per sé, per l’Ente o per terzi; ciascun Destinatario altresì respinge e non fa promesse di indebite offerte di denaro o di altri benefici.

Nel caso in cui riceva pressioni illegittime o gli vengano offerti regali, benefici o altre utilità eccedenti un modico valore, il Destinatario è tenuto a darne tempestiva comunicazione al proprio superiore gerarchico o all’ Organo di Vigilanza.

Conflitto di Interesse

I Destinatari perseguono, nello svolgimento della collaborazione, gli obiettivi e gli interessi generali della Fondazione.

I Destinatari informano senza ritardo, tenuto conto delle circostanze, i propri superiori o l’Organo di Vigilanza delle situazioni o attività nelle quali potrebbero essere titolari di interessi in conflitto con quelli dell’Ente (o ne siano titolari i propri congiunti), ed in ogni altro caso in cui ricorrano rilevanti ragioni di convenienza, rispettando le decisioni che in proposito sono assunte dall’Ente.

Si intende per conflitto di interessi un’attività che procuri vantaggi tali da interferire o inficiare la capacità di assumere decisioni aziendali in modo imparziale ed obiettivo.

Riservatezza

I Destinatari assicurano la massima riservatezza relativamente a notizie e informazioni costituenti il patrimonio aziendale o inerenti all’attività della Fondazione, nel rispetto delle disposizioni di legge, dei regolamenti vigenti e delle procedure interne.

La Fondazione si impegna a proteggere le informazioni relative ai Dipendenti, agli Amministratori ed ai Collaboratori, generate o acquisite all’interno della struttura societaria e/o nella gestione delle relazioni d’affari, e ad evitare ogni uso improprio di tali informazioni.

Rapporti con i Membri della Triennale Servizi S.r.l.

I rapporti con i Membri della Triennale Servizi S.r.l. sono regolati dallo Statuto della Fondazione “La Triennale di Milano”.

3. Risorse umane

La Fondazione riconosce la centralità delle risorse umane e l’importanza di stabilire e mantenere con esse relazioni basate sulla fiducia reciproca. Per questi motivi è impegnata a sviluppare le attitudini e le potenzialità di ciascun dipendente e collaboratore nello svolgimento delle proprie attività, affinché le capacità e le legittime aspirazioni trovino piena realizzazione nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

A tutti i dipendenti e collaboratori della Fondazione si richiede di impegnarsi ad agire lealmente al fine di rispettare gli obblighi assunti con il contratto di lavoro e quanto previsto dal presente Codice Etico, assicurando le prestazioni dovute e il rispetto degli impegni assunti.

In particolare, il personale dipendente e i collaboratori si devono attenere alle seguenti regole:

- evitare ogni situazione che possa condurre a conflitti di interesse con l’azienda o che possa interferire con la capacità di assumere decisioni imparziali;

- attenersi ai principi della riservatezza nel gestire le informazioni acquisite nello svolgimento delle proprie attività, divulgandole solo secondo le procedure aziendali e nel rispetto della normativa vigente;

- rispettare e salvaguardare i beni di proprietà dell’Ente e impedirne l’uso fraudolento.

Selezione e gestione del personale

La ricerca e selezione del personale è effettuata unicamente in base a criteri di oggettività e trasparenza, garantendo pari opportunità ed evitando qualsiasi forma di favoritismo, nepotismo e clientelismo.

L’Ente proibisce ogni e qualsiasi forma di molestia – psicologica, fisica, sessuale – nei confronti di dirigenti, degli altri dipendenti, dei collaboratori, dei fornitori, dei richiedenti di contributi o dei visitatori. Per molestia si intende qualsiasi forma di intimidazione o minaccia (anche non verbale, ovvero derivante da più atteggiamenti atti a intimidire perché ripetuti nel tempo o perché provenienti da diversi soggetti) che sia di ostacolo al sereno svolgimento delle proprie funzioni ovvero l’abuso da parte del superiore gerarchico della posizione di autorità. In particolare, la Fondazione proibisce ogni e qualsiasi comportamento che possa concretizzarsi nel mobbing secondo il concetto di tempo elaborato dalla giurisprudenza italiana.

Sicurezza, salute e ambiente

La Fondazione tutela l’ambiente e pone particolare attenzione alla creazione e gestione di ambienti e luoghi di lavoro adeguati dal punto di vista della sicurezza e della salute dei dipendenti, in conformità alla normativa, alle direttive nazionali ed internazionali in materia.

Tutela della privacy

La Fondazione si uniforma alle prescrizioni in materia di riservatezza dei dati personali di cui al D.Lgs n. 196/2003 e successive modificazioni, integrazioni e regolamenti attuativi.

Con particolare riguardo al trattamento dei dati personali dei lavoratori, la Fondazione mette in atto specifiche cautele volte a informare ciascun dirigente, altro dipendente e/o collaboratore sulla natura dei dati personali oggetto di trattamento.

È fatto divieto di avvantaggiarsi personalmente di opportunità di affari di cui si è venuti a conoscenza nel corso dello svolgimento delle proprie funzioni all’interno della Fondazione.

Tutti i Destinatari del Codice possono essere beneficiari di omaggi o liberalità da parte di soggetti terzi che intrattengono o potrebbero potenzialmente intrattenere rapporti con l’Ente, esclusivamente nell’ambito delle usanze e nei limiti delle normali relazioni di cortesia.

Nel caso in cui tali omaggi siano di valore non facilmente stimabile o di non modico valore, secondo l’accezione definita nelle procedure interne, dovranno darne comunicazione all’Organismo di Vigilanza.

Prima di accettare un incarico di consulenza, di direzione, amministrazione o altro incarico in favore di altro soggetto, oppure nel caso in cui si verifichi una situazione di conflitto di interessi, anche potenziale, ciascun dirigente, dipendente o collaboratore è tenuto a darne comunicazione al proprio responsabile o all’organo di Vigilanza.

Controllo e trasparenza contabile

I Destinatari si impegnano, in conformità alle rispettive funzioni e mansioni, a far sì che i fatti relativi alla gestione della Fondazione siano rappresentati in maniera corrette e veritiera nella contabilità.

Per ogni rilevazione contabile deve essere conservata un’adeguata documentazione di supporto. Tale documentazione deve consentire di individuare il motivo dell’operazione che ha generato la rilevazione e la relativa autorizzazione. La documentazione di supporto deve essere agevolmente reperibile ed archiviata secondo opportuni criteri che ne consentano una facile consultazione da parte sia di enti interni che esterni abilitati al controllo.

È obbligo dei Destinatari, sempre nell’ambito delle rispettive funzioni e mansioni, controllare la correttezza e veridicità delle registrazioni contabili e rendere noti, a chi di competenza, eventuali errori, omissioni e/o falsificazioni delle stesse.

In particolare i revisori devono avere libero accesso a dati, documenti ed informazioni necessarie per lo svolgimento delle loro attività. È fatto espresso divieto di impedire od ostacolare lo svolgimento delle attività di controllo o di revisione legalmente attribuite ai soci, ad altri organi sociali.

Tutela del patrimonio aziendale

Ogni Destinatario del Codice Etico è responsabile della protezione delle risorse aziendali a lui affidate e, qualora sia a conoscenza di eventi potenzialmente dannosi per la Fondazione, ha il dovere di informarne tempestivamente il proprio responsabile o referente, nel caso dei dipendenti e collaboratori, e il Direttore Generale.

Ognuno deve sentirsi custode responsabile dei beni dell’Ente (materiali e immateriali) che sono strumentali all’attività svolta e deve attenersi a quanto previsto dai Regolamenti interni.

4. Rapporti con l'esterno

I Fornitori

I processi di acquisto sono improntati alla ricerca del massimo vantaggio competitivo, alla concessione di pari opportunità per ogni fornitore, alla lealtà e all’imparzialità.

Le selezioni dei fornitori e la determinazione delle condizioni contrattuali di fornitura sono basate su parametri obiettivi di qualità e prezzo.

In particolare, il personale non deve:

- ricevere alcuna forma di corrispettivo od altro beneficio da parte di chiunque per l’esecuzione di un atto relativo al proprio ufficio o contrario ai doveri d’ufficio;

- subire alcuna forma di condizionamento da parte di terzi estranei all’Ente o appartenenti ma non autorizzati, per l’operatività relativa alla propria attività lavorativa.

Inoltre, chiunque riceva direttamente o indirettamente proposte di benefici deve riferirne tempestivamente al proprio superiore o, se collaboratore, al proprio referente aziendale.

Principi di condotta nei rapporti con la Pubblica Amministrazione

I rapporti della Fondazione con la Pubblica Amministrazione sono improntati alla massima trasparenza e correttezza.

In particolare la Fondazione intrattiene necessarie relazioni, nel rispetto dei ruoli e delle funzioni attribuite in base alla legge, nonché in spirito di massima collaborazione con le Amministrazioni Pubbliche in Italia o in altri Paesi.

A tal fine la Fondazione s’impegna a non offrire, direttamente o attraverso intermediari, somme di denaro o altri mezzi di pagamento a pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio al fine di influenzare la loro attività nell’espletamento dei propri doveri.

Tali prescrizioni non possono essere eluse ricorrendo a forme diverse di contribuzioni che, sotto veste di sponsorizzazioni, incarichi e consulenze, pubblicità ecc. abbiano le stesse finalità sopra vietate.

Atti di cortesia, come omaggi e forme di ospitalità, compiuti dai Destinatari del Codice verso pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, sono consentiti purché tali da poter essere considerati usuali in relazione alla ricorrenza, da non compromettere l’integrità e la reputazione della Fondazione e da non influenzare l’autonomia di giudizio del destinatario. Tali atti dovranno essere comunicati all’Organismo di Vigilanza.

In ogni caso tali spese devono sempre essere autorizzate secondo specifica regolamentazione aziendale e documentate in modo adeguato.

Allo stesso modo, i Destinatari del Codice possono essere beneficiari di omaggi, liberalità o trattamenti di favore da parte di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, esclusivamente nell’ambito delle normali relazioni di cortesia. Tali atti dovranno essere comunicati all’Organo di Vigilanza.

Principi di condotta con le Autorità e le Istituzioni

Autorità

La Fondazione si impegna a dare piena e scrupolosa osservanza alle regole dettate dalle Autorità per il rispetto della normativa vigente nei settori connessi con la propria attività.

La Fondazione non nega, nasconde o ritarda alcuna informazione richiesta dalle Autorità nelle loro funzioni di vigilanza ispettiva e collabora attivamente con i propri dirigenti, dipendenti e collaboratori nel corso delle procedure istruttorie.

Per garantire la massima trasparenza, la Fondazione s’impegna a non trovarsi con dipendenti di qualsiasi Autorità in situazioni di conflitto di interessi.

Rapporti istituzionali

Nei rapporti con le Istituzioni locali, regionali, nazionali, comunitarie ed internazionali la Fondazione si impegna a:

- instaurare, senza alcun tipo di discriminazione, canali stabili di comunicazione con tutti gli interlocutori istituzionali coinvolti durante la realizzazione delle proprie attività;

- rappresentare gli interessi e le posizioni proprie in maniera trasparente, rigorosa e coerente, evitando atteggiamenti di natura elusiva e collusiva;

- agire nel rispetto dei principi definiti dal Codice nello svolgimento delle proprie attività, non esercitando attraverso propri dirigenti, dipendenti o collaboratori pressioni dirette o indirette a responsabili o rappresentanti delle Istituzioni per ottenere favori o vantaggi.

Gli organi di informazione

La Fondazione riconosce ai media un ruolo di primaria importanza nel processo di corretto trasferimento delle informazioni ed in ragione di ciò impone di gestire i rapporti con i media nel pieno rispetto del principio di trasparenza.

I rapporti con gli Organi di informazione sono riservati alle funzioni aziendali preposte.

Qualsiasi dichiarazione resa per conto della Fondazione deve essere sottoposta alla preventiva autorizzazione delle funzioni aziendali competenti in materia.

Le comunicazioni della Fondazione verso l’estero devono essere chiare, veritiere e conformi alle politiche e ai programmi aziendali.

5. I nostri utenti

Il comportamento con gli utenti è improntato su rispetto, cortesia e disponibilità.

- Conoscere le aspettative dei nostri utenti e a cercare di soddisfarle nel miglior modo possibile.

- Rispettare rigidamente la privacy dei nostri utenti, e di chiunque venga in contatto con la Fondazione.

- Monitorare la soddisfazione dei nostri utenti e a verificare la qualità dei nostri prodotti e servizi culturali.

- Rispondere tempestivamente a reclami e solleciti dei nostri utenti, informandoli su come e a chi rivolgerli.

- Riconoscere i nostri torti in caso di responsabilità e a porre tempestivamente riparo.

6. Segnalazioni

Tutti i Destinatari sono tenuti ed incoraggiati a segnalare, per iscritto utilizzando anche una casella e-mail appositamente attivata, ed in forma personale e non anonima – le segnalazioni anonime non verranno considerate – qualsiasi violazione o sospetto di violazione del codice etico o del modello organizzativo e di controllo all’Organismo di Vigilanza:

organismo.vigilanza@triennale.org

Organismo di Vigilanza  Fondazione La Triennale di Milano-  Palazzo dell’Arte  Viale Alemagna ,6 20121 Milano

L’ODV provvede all’analisi della segnalazione, ascoltando eventualmente le parti coinvolte nella presunta violazione, garantisce il segnalante da qualsiasi forma di ritorsione e assicura la riservatezza dell’identità del segnalante, fatti salvi obblighi di legge.

Inoltre riporta le violazioni ed i suggerimenti ritenuti necessari al Consiglio Direttivo.

7. Procedure sanzionatorie in caso di violazione del codice etico

- Il Consiglio di Amministrazione è incaricato di monitorare periodicamente lo stato di applicazione del Codice Etico, di indagare laddove sussistono ragionevoli dubbi di violazione e di istruire qualsiasi segnalazione in merito.

- La violazione accertata del presente Codice Etico costituisce un illecito disciplinare per tutti i soggetti Destinatari e può dar luogo, secondo la gravità del caso, all’irrogazione di sanzioni, inclusa la cessazione del rapporto di lavoro, in conformità ai contratti collettivi di lavoro applicati e con le eventuali conseguenze di legge in caso di atti illeciti.

- La mancata osservanza del Codice Etico da parte dei Destinatari, costituisce violazione al “Modello di organizzazione, gestione e controllo” adottato ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 231/01.

- La violazione accertata da parte di collaboratori esterni e fornitori legittima la società a prendere opportuni provvedimenti che possono arrivare sino alla rottura del contratto e la preclusione di ogni altra occasione di collaborazione.

8. Disposizioni sanzionatorie

Sanzioni

L’osservanza delle norme del Codice deve considerarsi parte essenziale delle obbligazioni contrattuali dei Dipendenti ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2104 del Codice Civile (Diligenza del prestatore di lavoro).

La violazione delle norme del Codice potrà costituire inadempimento delle obbligazioni primarie del rapporto di lavoro o illecito disciplinare, nel rispetto delle procedure previste dall’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori, con ogni conseguenza di legge, anche in ordine alla conservazione del rapporto di lavoro, e potrà comportare il risarcimento dei danni dalla stessa derivanti.

L’osservanza del Codice deve considerarsi parte essenziale delle obbligazioni contrattuali assunte dai Collaboratori e/o dai soggetti aventi relazioni d’affari con l’impresa.

La violazione delle norme del Codice potrà costituire inadempimento delle obbligazioni contrattuali, con ogni conseguenza di legge, anche in ordine alla risoluzione del contratto e/o dell’incarico e potrà comportare il risarcimento dei danni dalla stessa derivanti.

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