11 Marzo. 5 Aprile 2009.

Triennale di Milano
ARTE
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La Triennale di Milano presenta la mostra dedicata all’artista giapponese Toko Shinoda, una delle più famose pittrici viventi di sumi-e astratti, pittura monocromatica a inchiostro di china.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Italia Giappone in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma e la Triennale di Milano con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, del Comune di Roma e dell’Ambasciata del Giappone in Italia. Si avvale del contributo di Japan Foundation, Fiat Group e Comune di Milano.

Considerata dalla critica una delle più grandi pittrici del XX secolo, Toko Shinoda si è rivelata all’interno della movimentata scena artistica newyorkese tra gli anni ’60 e ’70, quando fu scoperta dalla famosa commerciante d’arte Betty Parsons. Da quel momento in poi i suoi quadri sono stati esposti accanto a quelli di artisti del livello di Mark Rothko e Jackson Pollock.
Viene inoltre proposto un interessante paragone tra l’artista giapponese e il pittore italiano Afro (Basaldella), esponente dell’astratto concreto, che rivela come entrambi attingano profondamente alla loro eredità e possiedano un istinto infallibile nel trattare i propri mezzi, capace di imprimere nelle loro opere doti di immediatezza e di grazia.

Nata nel 1913, Toko Shinoda all’età di sei anni fu iniziata alla calligrafia, disciplina che l’ha sempre portata a preferire le tonalità del grigio e del nero su ampi spazi bianchi. A scuola era un’alunna impaziente e, data la sua esuberante personalità, si stancò ben presto del rigido insegnamento della calligrafia tradizionale iniziando a dedicarsi all’improvvisazione, regolata però da una ferrea auto-disciplina.
Nelle sue opere restano le influenze della tradizione, evidenti particolarmente nell’uso del sumi (l’inchiostro tipico giapponese) e degli antichi inchiostri indiani dalle sfumature di rosso cinabro che creano atmosfere suggestive ma decise.
Dopo il successo negli Stati Uniti, la Shinoda si è “ritirata” dal panorama artistico internazionale per tornare in Giappone, dove ha continuato ad accrescere la sua fama con alcuni bellissimi murales ed i dipinti su pannelli scorrevoli per il tempio Zojoji a Tokyo.
Le opere di Toko Shinoda, che ha ricevuto molti ed importanti incarichi, sono presenti nei maggiori musei e gallerie di tutto il mondo (Tokyo, Boston, Parigi, New York, Bruxelles, Hong Kong, Berlino, Washington…).
Nonostante l’apparenza fragile ed elegante della sua figura minuta, l’artista possiede una sorprendente forza interiore. A 95 anni non ha perso neppure un briciolo della sua energia e della sua acuta sensibilità: qualità senza le quali non sarebbe in grado di creare dei lavori così dinamici e pieni di vita.

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