22 Aprile. 27 Aprile 2009.

Triennale di Milano
DESIGN
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A cura di Golab e Id-Lab
Progetto di allestimento: Golab, Lorenzo Caddeo, Stefano Mirti (Id-Lab), Luca Poncellini

La mostra prodotta da SCF Consorzio Fonografici, il cui tema è la musica diffusa negli spazi pubblici, prevede due sezioni differenti ma correlate.

Nella prima parte della mostra si volge lo sguardo al passato, con l’esposizione di rari juke box d’epoca, provenienti dalla collezione Morlacchi. L’allestimento, realizzato con una sequenza di coni d’ascolto, crea un percorso sonoro che si snoda attraverso luoghi della memoria e dell’immaginazione collettiva del secolo scorso. Il percorso espositivo, immerso nel buio, condurrà il visitatore attraverso una sequenza di punti luce, a cui corrisponderanno altrettanti punti di ascolto.
Particolarità dell’esposizione sarà il “silenzio” dello spazio nel suo insieme: le fonti sonore sono infatti irradiate con la tecnologia dei diffusori direzionali ad ultrasuoni, che generano onde sonore soltanto all'interno di un ben preciso fascio direzionale, verso uno specifico punto d'ascolto.
Il suono dunque sarà fruibile solo nei punti illuminati.

La seconda parte della mostra guarda invece al futuro, ai possibili scenari di innovazione tecnologica e progettuale, grazie al contributo di quattro scuole internazionali di design e dei loro studenti. In un momento storico in cui la musica viene fruita in modo digitale e individuale, attraverso i file nei computer o nei lettori mp3, Jukebox! ha invitato gli studenti di quattro scuole di design di prestigio internazionale a ripensare le modalità di fruizione collettiva della musica.

Bezalel Academy of Arts and Design Jerusalem, Central Saint Martins College of Art & Design London, Delft University of Technology, NABA Milano: l’eccellenza del design per il juke box come scatola sonora, analogica o digitale, da mettere in una stanza per ascoltare musica come azione condivisa. Una scatola sonora che reinventa nuove pratiche di condivisione degli spazi e delle emozioni. Non solo un oggetto “di design”, ma uno strumento in grado di plasmare gli spazi e le azioni: un oggetto in grado di generare architettura (fisica e/o percettiva). Il progetto ha chiesto ai partecipanti di immaginare non solo l’oggetto juke box in sé, ma anche il mondo, spaziale, sociale e sonoro, che esso genera.

Le scuole invitate ripensano il juke box da diversissime prospettive, legate alle scelte degli studenti e alle proprie tradizioni di processo. I risultati vengono esposti nella forma di prototipi funzionanti, fruibili dal pubblico e montati su un autobus che gira per la città. Uno spazio-evento mobile che racconta quattro diversi modi di ripensare il juke box: ricchi di immaginazione, di tecnologia e di poesia.

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