29 Maggio. 28 Giugno 2009.

Triennale Design Museum
DESIGN
Giulio Iacchetti, Vespa Table, Coffee table, Volumi di Bruno Vespa, pannello truciolare, cinghia in nylon, 2009
Giulio Iacchetti, Pantheon Game, Simbolo multi-religioso da parete, Legno, 2007
Giulio Iacchetti, St. Peter Squeezer, Spremiagrumi da cocktail, Ceramica bianca, nera, 2007
Giulio Iacchetti, Un Sedicesimo 9, Rivista bimestrale a cura di Pietro Corraini, Illustrazioni di Maurizio Prina, 2009
Giulio Iacchetti, Clay Font, Alfabeto di argilla, Progetto aperto, In collaborazione con MUNLAB Ecomuseo dell’Argilla di Cambiano, 2007
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A cura di Francesca Picchi

Il progetto MINI & Triennale CreativeSet presenta Giulio Iacchetti. Oggetti Disobbedienti che apre il ciclo di mostre dedicato al nuovo e giovane design italiano nello spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum.

Il titolo deriva dalla definizione che Giulio Iacchetti stesso dà agli oggetti da lui selezionati per la mostra. Il designer definisce “disobbedienti” questi oggetti-manifesto, attribuendo loro un valore paradigmatico ed emblematico rispetto al corpus complessivo della sua produzione, che spazia da sedie a coltelli, da vasi a lampade, da rubinetti a divani e persino biscotti.
Nei suoi progetti Iacchetti si interroga sempre sulla necessità di ampliare e rafforzare i processi di democratizzazione del design, in uno scambio dialettico fra cultura e mercato.
In quest’ottica si inserisce anche la promozione di iniziative collettive e di progetti corali, che permettono di arricchire la progettualità attraverso nuovi stimoli e punti di vista.
L’approccio del designer è concettuale. Prima che sugli oggetti Iacchetti lavora sulle idee. Cattura lo spirito del tempo e ne analizza le contraddizioni, creando oggetti capaci di essere generatori di senso e suggerendo scarti, cortocircuiti, contrasti.

Gli oggetti “disobbedienti” di Iacchetti lanciano a volte feroci provocazioni (come per esempio lo spremiagrumi St. Peter Squeezer o il tavolino da caffè Vespa table), altre volte mettono in discussione la forma del mondo così com’è (come il mappamondo Odnom e la panchina-tettoia-rifugio Flexible Bench).
La “disobbedienza” del designer è caratterizzata da una natura ironica, radicale ma non snob, consapevole della necessità di dotarsi di nuovi alfabeti, come esemplificato nel progetto Clay Font ricavato da una originale operazione di lettering sulla forma del mattone forato.

“Anche attraverso il design è possibile insinuare dubbi” sostiene Giulio Iacchetti. “Il dubbio appartiene alla tensione che guida il mio approccio al progetto: proporre un pensiero, lasciare un segno. Come, per esempio, lo stampino per il ghiaccio a forma di lingotto. Un piccolo oggetto d’uso quotidiano capace di suggerire l’idea che l’acqua è preziosa come l’oro, oppure Pollicino, tagliere per briciole provocatorio e integralmente inutile, che aiuta a riflettere con ironia sulla precarietà delle risorse alimentari e sulla loro ingiusta distribuzione nel mondo. Questi oggetti non cambieranno le sorti del pianeta, ma sono pur sempre portatori di un valore immateriale che trascende la mera oggettualità”.

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