Giorgio Armani
MOSTRE SUGGERITE.
24 Settembre. 9 Novembre 2008.
Salvatore Ferragamo
Evolving Legend 1928–2008
Triennale Design Museum
MODA
A cura di Germano Celant
Progetto di allestimento: Robert Wilson
Produzione esecutiva: Change Performing Arts Milano
Presentata per la prima volta presso il Solomon R. Guggenheim Museum di New York (2000) e ospitata poi presso il Guggenheim Museum Bilbao (2001), la Mostra Giorgio Armani è stata esposta successivamente alla Neue Nationalgalerie di Berlino (2003), alla Royal Academy of Arts Burlington Gardens di Londra (2004), al Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano a Roma (2004), al Mori Arts Center Gallery a Tokyo (2005), e più recentemente allo Shanghai Art Museum (2006). Con l’ottava e ultima tappa chiude il tour nella città dello stilista, alla Triennale di Milano.
La Mostra, che trae origine dalla Retrospettiva dedicata dalla Solomon R. Guggenheim Foundation all’attività di Giorgio Armani, giunge finalmente alla Triennale di Milano in una versione più ampia e arricchita, e ripercorre la carriera di Giorgio Armani, stilista tra i più importanti al mondo.
“E’ un grande onore essere l’oggetto della prima esposizione monografica dedicata dalla Triennale all’attività di uno stilista. Vedere la filosofia che sta alla base delle mie creazioni distillata in questo modo è molto gratificante. La moda è al centro dell’espressione umana e specchio perfetto della società e della sua cultura. Ho sempre pensato a una moda che, priva di elementi decorativi fini a se stessi, aiutasse donne e uomini a sentirsi a loro agio grazie al comfort degli abiti indossati”, ha affermato Giorgio Armani.
Con oltre 600 abiti, schizzi originali e registrazioni audio e video, la mostra offre una prospettiva tematica della carriera di Giorgio Armani e della sua evoluzione nel corso degli ultimi tre decenni, illustrando l’impatto culturale della sua attività e sottolineando il ruolo anticipatore dello stilista nel mondo del cinema.
“Realizzare in Triennale la mostra sull’opera di Giorgio Armani significa celebrare uno dei più grandi esponenti della cultura del progetto. Dietro a ogni abito o accessorio firmato da Giorgio Armani c’è un ‘sistema di design fatto di creatività, progettazione e produzione industriale: un universo articolato in cui si intrecciano pulsioni artistiche e necessità funzionali. Sarà un vero piacere, per tutti i visitatori della mostra, scoprire quanta complessità di pensiero e quanta ricchezza di lavoro ci sia nella pulizia delle sue linee, nell’essenzialità elegante delle sue forme”, ha detto il Presidente della Triennale Davide Rampello.
Robert Wilson, il grande regista teatrale e visual artist, ha ideato un progetto di allestimento specifico per questa esposizione e ha trasformato gli spazi moderni della Triennale in una serie di panorami, dividendo il percorso della mostra in due concetti primari che corrispondono ai due livelli sui quali la mostra è allestita.
Al primo piano il procedere della mostra è sequenziale e lineare. Nelle stanze geometriche e formali si susseguono i diversi allestimenti: una foresta astratta realizzata con canne di bambù luminescenti, uno spazio illuminato che si trasforma nel suo riflesso al negativo, un intrecciarsi di linee verticali e ombre, una stanza intrisa di glamour.
Al piano terra non si ha più la progressione lineare. Il muoversi intorno a un fulcro centrale - la collezione di capi ricamati - si fa intenzionale e volutamente caotico, con zone che racchiudono installazioni “still-life” che interpretano i vari temi delle collezioni esposte.
“Giorgio Armani e io abbiamo in comune lo stesso senso dell'estetica. Lo ammiro per la semplicità della forma, il senso del dettaglio e per la sua tavolozza colori. Che si tratti di una linea tracciata da Matisse, da uno stilista, o da una ballerina classica, si tratta sempre della stessa linea. In breve, ne esistono solo due tipi: la linea dritta e la linea curva. La costruzione architettonica delle sue linee conferma ciò che io faccio come artista”, ha detto Robert Wilson.
Per la mostra Robert Wilson ha collaborato con Michael Galasso che ha composto appositamente le musiche, con A.J. Weissbard per il progetto di illuminazione e con Serge von Arx per il progetto di allestimento.
Curatore della mostra è Germano Celant, Curatore Senior di Arte Contemporanea del Museo Solomon R. Guggenheim.
Giorgio Armani è considerato un simbolo del design del Ventesimo e Ventunesimo secolo. A lui è stato riconosciuto il merito di aver radicalmente modificato le regole della moda contemporanea e di aver creato una visione senza tempo del vestire moderno. Eliminando tutto ciò che è decorazione e superfluo, e traducendo il tradizionale look sportivo in abbigliamento per l’ufficio e per la sera, Giorgio Armani ha sviluppato lo stile casual contemporaneo che definisce il guardaroba attuale.
L’immaginario cinematografico ha avuto una notevole influenza sul design dello stilista e sulle sue campagne pubblicitarie. Le sue creazioni per i film, a cominciare da American Gigolo, hanno lasciato un'impronta importante sullo stile moderno. La mostra propone una galleria dedicata ai rapporti di Giorgio Armani con l’industria dello spettacolo - con particolare riferimento agli Academy Awards e ai film per i quali ha creato i guardaroba - e presenta molti dei modelli realizzati nel corso degli anni proprio per le cerimonie di consegna degli Oscar.
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