10 Maggio. 8 Settembre 2002.

Triennale di Milano
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MOSTRE SUGGERITE.

22 Gennaio. 24 Marzo 2002.

Non sono una signora

Triennale di Milano


DESIGN

16 Ottobre 2002. 20 Gennaio 2003.

Il mondo in una stanza

Triennale di Milano


DESIGN

A cura di Silvana Annicchiarico
Progetto di allestimento: Giancarlo Basili

Dopo la mostra Non sono una signora dedicata agli oggetti con nomi di donna, il ciclo di esposizioni intitolato Le parole e le cose prosegue con la mostra Animal House, dedicata agli oggetti con nomi e forme di animali.

Una ricerca preliminare ha consentito di costruire un repertorio formato all'incirca di 200 oggetti che hanno in comune (talora nella forma, talora nel nome, talora in entrambi) un preciso riferimento zoofilo. Un entomologo del design li potrebbe classificare in vario modo, distinguendo ad esempio fra specie volatili (la motocicletta Vespa, la lampada Airone), specie acquatiche (la poltrona Delfino, la lampada Medusa) o specie terrestri (il telefono Grillo, l'automobile Topolino), oppure potrebbe mappare e catalogare la consistente presenza di oggetti che rinviano ad animali ludico-fantastici (la seduta Moby Dick, il gatto Meoromeo di Bruno Munari).

Questa tendenza zoofila del design italiano non è liquidabile come elemento accidentale o occasionale: rinvia piuttosto a un complesso meccanismo simbolico che tende a collocare gli interni domestici sostituti o surrogati oggettuali di quel mondo animale che è stato inevitabilmente espulso dalle nostre case. Ciò accade con gli oggetti comuni e anonimi che hanno ormai assunto forme stereotipate di animali (i salvadanai a forma di porcellino, i salva spifferi a forma di bruco), ma anche con i prodotti in serie del design più sperimentale. Qusi tutti i più importanti designer italiani, non a caso, hanno prodotto oggetti zoomorfi o zoonomi: da Munari (la scimmietta Zizì) a Castiglioni (la lampada Gatto), da Gae Aulenti (la lampada Pipistrello) a Marco Zanuso (la seduta Lombrico). Non sempre sono animali domestici.

A volte gli oggetti del design evocano nel nome o nella forma anche animali esotici, feroci, selvatici, rapaci (Cobra, Giraffa, Rinoceronte, Serpente, Orca…). Attraverso la loro presenza la casa si anima come uno zoo virtuale e il rimosso dell'animalità riemerge dentro la ratio tecnologica e moderna del progetto. Molti degli oggetti esposti in questa mostra fanno parte della Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano, altri sono stati selezionati per questa occasione, ed entreranno a far parte stabilmente della Collezione stessa. L'iniziativa Le parole e le cose rientra in un progetto che punta ad esporre la Collezione con un taglio sempre nuovo, tracciando nuovi possibili percorsi di lettura nella storia del design italiano e consentendo di individuare, segnalare e acquisire nuovi oggetti che arricchiscano e consolidino il patrimonio esistente. 

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