Paolo Ulian
Tra gioco e discarica
Cura e allestimento di Enzo Mari
Il progetto MINI & Triennale CreativeSet presenta la mostra Paolo Ulian.
In mostra una selezione di progetti, curata e allestita da Enzo Mari, che documentano il lavoro di Ulian. Gli oggetti di Ulian sono caratterizzati da una sorta di “discrezione” sia formale che funzionale. Attraverso gesti progettuali minimi e poco vistosi Paolo Ulian dimostra come attraverso l’ironia e la leggerezza possano efficacemente esprimere la sua personale visione del mondo.
Le opere selezionate sono articolate in quattro gruppi: contestare lo spreco della discarica; minimizzare lo scarto; reinterpretare oggetti esistenti, il gioco del design. Le opere del primo gruppo possono essere considerate come esemplari unici realizzati da un artista-artigiano, mentre molte delle opere degli altri gruppi sono entrate in produzione.
“Ulian non pensa mai, in modo esclusivo, né all’oggetto né al corpo che lo utilizza, ma al momento e al modo in cui le due entità entrano in contatto e in relazione. In questa modalità, la sua progettualità trova una delle sue cifre più esclusive e peculiari. Tanto che vien voglia di definire il suo lavoro come un esempio alto, elegante e originale di design relazionale”, scrive Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum, nel saggio introduttivo in catalogo.
Sono efficaci esempi dell’attitudine progettuale di Ulian l’anello/spazzolino da dito Brush-Ring, o il biscotto da dito Finger Biscuit, il fiammifero Double Match, che si impugna al centro e che si può così accendere due volte, o Handle, l’etichetta da vino che diventa maniglia per trasportare la bottiglia semipiena dal ristorante a casa, e ancora il tappetino da bagno Mat-Walk, con pantofole incorporate, e la ciabattina balneare Print che lascia impresso il suo messaggio sulla sabbia.
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