10 Maggio. 3 Luglio 2011.

Triennale di Milano
FOTOGRAFIA
Carla Bruni, Vogue Italia, 1996
Anonymous Nude I, Cannes, 1999
Sting, L’Uomo Vogue, 1994
Giorgio Armani, W Magazine, 1992
Cindy Crawford, Vanity Fair, 1992
Sharon Stone, Esquire, 1996
Vincent Gallo, L’Uomo Vogue, 1996
Julian Schnabel, L’Uomo Vogue, 1993
Helena Christensen II, Safe Sex Campaign, 1993
Jeff Koons, Vogue Germany, 1992
Akira Kurosawa, Private Sitting, 1991
Frank Zappa, Private Sitting, 1989
Sophie Marceau, Private sitting, 1998
Mike Tyson II, Interview, 1990
Veruschka II, Per Lui, 1990
Penelope Cruz, Premiere Magazine, 2001
Miles Davis I, Per Lui, 1989
Tina Turner, Vanity Fair US, 1993
Sir Anthony Hopkins, L’Uomo Vogue, 1995
Jeremy Irons, Interview, 1990
Ben Kingsley, L’Uomo Vogue, 1994
Louise Bourgeois, Private sitting, 1996
Fullscreen
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MOSTRE SUGGERITE.

20 Febbraio. 1 Aprile 2007.

Giorgio Armani

Triennale di Milano


MODA

A cura di Walter Keller

L’esposizione ripercorre la carriera di uno dei più grandi fotografi di moda e ritrattisti contemporanei.

Nato nel 1954 a Zurigo, Michel Comte apprende da autodidatta l’arte della fotografia. Nel 1978, Karl Lagerfeld ne intuisce l’enorme talento e decide di correre il rischio di affidargli le campagne pubblicitarie per le case di abbigliamento di Ungaro e Chloé. Sono i suoi primi lavori internazionali. Ma soprattutto sono un successo. Comte si sposta quindi a Parigi, poi a New York dove comincia la sua collaborazione con Vogue America.

Nomade nell’anima e irrequieto nello spirito, di lì a poco si reca a Los Angeles dove decide finalmente di fermarsi. A chi gli domanda del perché di tanto vagabondare risponde prontamente: “Mi piace vivere sempre sul filo del rasoio. Appena ho la sensazione di non correre più alcun rischio nel posto in cui vivo, sento subito il bisogno di trasferirmi”. Suo nonno era un aviatore: “probabilmente – dice – il mio carattere è una sua eredità”. L’attrice Geraldine Chaplin, più volte ritratta da Comte, così lo descrive: “E’ un cavaliere errante della fotografia: un vagabondo, un avventuriero, un nomade con la macchina fotografica”.

Il percorso della mostra si snoda attraverso 87 immagini e 20 collage, ognuno composto da provini fotografici di vari rullini che permettono una visione estesa della complessità del lavoro di Comte, prima di arrivare allo scatto finale. La scelta delle immagini in mostra fornisce una dimensione più ampia del lavoro del fotografo: non solo le famose campagne pubblicitarie o i famosi nudi ma un Comte ritrattista in bianco e nero. Immagini come quelle che immortalano Jeremy Irons, Frank Zappa, Penelope Cruz, Giorgio Armani e Julian Schnabel, solo per citarne alcune, rivelano una sensibilità e una capacità di introspezione meno conosciuta. Molti ritratti come quello dell’artista Louise Bourgeois, per esempio, sono immagini di grandi dimensioni che migliorano con il passare del tempo rispetto al loro scatto originale. L’idea è quella di presentare fotografie che ritraggano non soltanto personalità, personaggi famosi, musicisti o attori ma che siano anche una testimonianza del periodo storico in cui sono state scattate, gli anni ottanta e novanta.

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