14 Aprile. 19 Aprile 2010.

Triennale di Milano
ARTE
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In occasione del Salone del Mobile 2010, due opere di Andrea Salvetti vengono esposte nel giardino del Triennale di Milano, Apparita e Mazzolin di Fiori.
 Si ritrovano in queste produzioni i temi cari a Salvetti: la curiosità, la tensione sentimentale, la libertà di muoversi in ambiti anche distanti, e sopra tutti la filosofia del “quello che posso fare con le mie mani”, forse la sua cifra stilistica preminente.

Salvetti è stato definito un produttore di immaginario, e lo è a tutto tondo.
 La seduta Apparita gioca sulle corde del tempo e di un’atmosfera metafisica. Per proteggere i mobili dei palazzi dalla polvere, li si ricopre di lenzuoli. Riprodurre il gioco del panneggio in bronzo vuol dire fissare un istante per sempre. È questa d’altronde la radice della metafisica nell’arte del secolo scorso: solitudine, sogno/allucinazione, lieve violazione delle regole prospettiche e messa in pausa del tempo per far scaturire un senso di attesa che durerà all’infinito. (Roberto Longhi aveva messo in relazione l’Officina ferrarese e De Chirico con gli affreschi del Palazzo Schifanoia del 1470: un’armatura vuota in attesa di essere riempita da un corpo, una veste appoggiata sulla sedia in attesa di essere indossata…) 


Di questo lavoro, Salvetti ha scritto: “Nella posa straordinaria della Madonna che regge il Cristo morto di una celebre scultura del passato mi ha colpito il drammatico abbandono delle carni bianche e fredde insieme al commovente abbraccio che sotto un morbido panneggio dopotutto sostiene da solo il mondo intero. 
Per molto tempo ho pensato a quella sensazione di abbandono, all’importanza di quel gesto, della vita nel suo rapporto allo spazio e al tempo e ho cercato a lungo quella sensazione , ho cercato di provarla, di costruirla.” Insieme alla seduta, la grande cupola Mazzolin di Fiori, già esposta nella piazza Anfiteatro a Lucca, una grande installazione geodetica, un inno alla natura e alle sue forme misteriose, piccole o grandi che siano.
 La cupola floreale vuole essere dal punto di vista espressivo un' armonica sinergia tra architettura, scultura e design.

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