19 Ottobre 2010. 9 Gennaio 2011.

Triennale di Milano
FOTOGRAFIA
Elena Dorfman, Rebecca 1, 2001, © Elena Dorfman / Edwin Houk Gallery
Letizia Battaglia, Triplice omicidio, Palermo, 1982, © Letizia Battaglia
Lise Sarfati, Gina#12 Oakland, CA, 2009, © Lise Sarfati / Brancolini Grimaldi, Roma Firenze
Stephanie Sinclair, A young girl pulls her panties back up after being circumcised in Bandung, Indonesia, April 23, 2006, © Stephanie Sinclair / VII Network
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FOTOGRAFIA

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Fotografie di Donata Pizzi

Triennale di Milano


FOTOGRAFIA

A cura di Germano Celant e Melissa Harris
Grafica: Top Tag Milano - Francesco Carli  

immagini inquietanti / disquieting images, curata da Germano Celant e Melissa Harris, raccoglie una serie di fotografie radicate in esperienze inquietanti tanto reali quanto diverse nella loro varietà. La selezione delle opere sottolinea come l'attenzione vada posta nell'interpretazione, nella sfida, in ciò che viene espresso o lasciato inespresso.

È sulla scia degli anni '60 – un decennio cruciale, durante il quale usi e ideali sociopolitici furono criticati, messi in discussione e definitivamente cancellati – che s'inscrive lo stile delle immagini inquietanti / disquieting images in mostra, in gran parte ascrivibili al periodo dagli anni '70 a oggi. Sono immagini che provengono da tutte le parti del mondo, dall'Iraq al Texas, dal Giappone al Vietnam dall'Africa ad Haiti, dal Rwanda all'Afganistan, e riguardano le metropoli quanto i piccoli centri urbani, come San Francisco, New York, Palermo, London, Provincetown, Emeryville o Seattle. Parlano di soggetti che erodono i confini dell'immaginabile, perché si avvicinano ad un universo del sociale che è latente e minaccioso perché tratta la violenza sul femminile, lo stravolgimento ecologico, gli abusi sugli animali, le ossessioni umane, le vittime della guerra e della famiglia.

Disquieting, inquietante, è un termine duttile, difficilmente circoscrivibile. Può descrivere un evento o un oggetto, o può farsi esperienza stessa dell'oggetto o dell'evento. Può essere una risposta profondamente individuale oppure evocata dagli altri: è l'opera o la circostanza a essere inquietante, oppure è la risposta data dagli altri a darne questa chiave di lettura? L'inquietudine è una reazione primaria e, al contempo, è alimentata da un sospetto condiviso e dal disagio. È entrambe le cose: è informe, eppure viscerale; non un giudizio, e tuttavia profondamente sentita; una quiete interrotta, un fragoroso silenzio, qualcosa d'ineludibile eppure minaccioso, angosciante, sgradevole...

In collaborazione con i curatori, i fotografi hanno attuato, con diversi gradi di narratività, una selezione di immagini e progetti che rappresentano – in quanto testimonianza oppure in maniera metaforica – i concetti di comunità, genere, diversità, infanzia, ambiente e conflitto: la natura dell' essere umano quanto l'essere umano e la natura.

Mediante la selezione delle opere in mostra, immagini inquietanti / disquieting images enuclea degli "ecosistemi" spietati perché sconvolgono e rovesciano l'ordine delle cose conosciute, tanto da creare un nuovo genere di realtà. E al tempo stesso risultano come istanze, eventi, esperienze rivissute l'una in contrapposizione all'altra, l'una intrecciata all'altra: immagini che pongono più domande anziché dare risposte, che irritano nel profondo declinando i soggetti raffigurati – e la stessa parola "inquietudine" – in maniera personale secondo la sensibilità dei singoli fotografi.

Artisti in mostra: Julio Cesar Aguilar Fuentes, Diane Arbus, Letizia Battaglia, Nina Berman, Elena Dorfman, Donna Ferrato, Nan Goldin, Philip Jones Griffiths, Pieter Hugo, Alfredo Jaar, Yoshiyuki Kohei, Sally Mann, Robert Mapplethorpe, Mary Ellen Mark, Richard Misrach, James Nachtwey , Michael Nichols, Paolo Pellegrin, Gilles Peress, Eugene Richards, Lise Sarfati, Stephanie Sinclair, Brian Weil, Calmai

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