Brasilia
Un'utopia realizzata
1960–2010
La Triennale di Milano presenta Brasilia. Un’utopia realizzata. 1960-2010, una mostra sulla capitale brasiliana a 50 anni dalla sua realizzazione, che ne descrive la storia affascinante all’incrocio tra vicende politiche, culturali e sociali di un Brasile in tumultuosa espansione. La mostra si articola lungo un percorso cronologico, dall’epoca coloniale a oggi, affiancando a materiali tecnici e documenti storici, aneddoti, storie personali, oggetti e testimonianze della vita quotidiana nella città costruita nel deserto del Planalto.
I documenti, i disegni, i materiali fotografici e audio-video raccolti per la mostra costruiscono la tesi e il significato dell’esposizione: Brasilia è la realizzazione di una utopia a lungo inseguita, è una città-capitale realizzata in un solo coraggioso atto di fondazione, che oggi si presenta come una città giovane, piena di contraddizioni e al tempo stesso di energia. La mostra apre il campo a una riflessione non solo su una stagione dell’architettura e dell’urbanistica, fortemente segnata dal Movimento Moderno, ma anche, più in generale sul rapporto tra gli spazi della città e la vita che li anima. I materiali presentati consentono di portare argomenti ad un dibattito attualmente in corso che, dopo una lunga fase di rimozione da parte della cultura urbanistica ed architettonica Europea e Nordamericana, riscopre Brasilia e ne discute le ragioni, le forme del progetto, la originale struttura urbana, le architetture, gli spazi aperti e le possibilità di appropriazione da parte dei suoi abitanti.
La mostra si articola in quattro sezioni che affrontano sotto diversi aspetti il tema della concezione e realizzazione di Brasilia capitale, le celebrazioni, le critiche e le contraddizioni che ne hanno accompagnano lo sviluppo, fino al suo significato contemporaneo.
La mostra si avvale di materiali provenienti da numerosi enti e Fondazioni brasiliani (tra gli altri: Arquivo Público do Distrito Federal, Fondazione Niemeyer, Casa de Lucio Costa, , Memorial JK, Fondazione Burle Marx) e di contributi di importanti fotografi: le foto storiche di Marcel Gautherot e quelle attuali di Donata Pizzi e di Iwan Baan recentemente insignito del premio Julius Shulman.
Accanto a materiali documentari sulla città, la mostra prevede inoltre una interessante selezione musicale – dalla Sinfonia dell’Alvorada di Tom Jobim e Vinicius de Moraes alla Brasilia di John Coltrane - e di video d’epoca e attuali, tra cui il recente film del regista Adirley Queirós,“Rap, o Canto da Ceilândia” sulle condizioni di vita degli abitanti di Ceilandia, una delle città satellite intorno a Brasilia, attraverso il racconto di giovani rapper.
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