14 Dicembre 2005. 5 Febbraio 2006.

Triennale di Milano
DESIGN
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A cura di Cecilia Bolognesi e Maurizio Navone

La mostra è stata possibile dal sostegno e dalla collaborazione della Triennale di Milano, della DARC di Roma e del Comune di Torino.
Il percorso progettuale di Carlo Mollino e le molte sfaccettature della sua personalità sono documentati attraverso frammenti significativi, scritti, progetti e immagini visualizzate con ricostruzioni a focale concentrata in uno scenario sintetico e simbolico.

La mostra si articola in cinque container all’interno dei quali sono analizzati temi quali la passione fotografica dell’architetto torinese, la sua esperienza nel campo del design del mobile, degli interni e delle architetture alpine.
I materiali esposti, a cui si aggiungono interviste, filmati originali dei suoi interni, foto d’autore delle sue architetture o realizzazioni, provengono in parte dagli archivi dedicati a Mollino.

Mollino Fragments è anche un esperimento di comunicazione rivolto a un pubblico non specializzato. Con una modalità di rappresentazione assolutamente contemporanea si propone di riflettere i molteplici aspetti della personalità dell’architetto torinese.
Nei container la passione del fotografo si intreccia con quella del designer innamorato di forme antropomorfe presenti nei suoi mobili come nei suoi disegni.

Nella mostra è analizzata la sensibilità dell’autore per gli interni, che precorre i temi di molti autori contemporanei e sono descritte anche le sue architetture, giusto equilibrio tra ricerca tipologica e genius loci di un Piemonte che Mollino andava modificando.

Nei cinque container, cinque “scrigni” di sei metri per due e mezzo, saranno presenti riflessioni, immagini, forme scomposte, come quelle del tavolo Reale, del tavolo di Casa Cremona, del dancing Lutrario, di casa Minola, della casa del Sole a Cervinia e della stazione della funivia Furggen, per citare solo alcuni esempi.

Il progetto intende aprire un nuova modalità espositiva di spazi up date al museo: un format che ritrova nelle dimensioni ridotte del container per il trasporto merci un perimetro fisico che forza il significato verso una concentrazione dell’esposizione utilizzandone tutti gli argomenti funzionali quali mobilità, agilità, nomadismo. Uno spazio espositivo che traccia rinnovate relazioni fra contenuto e contenitore; una modalità esperienziale in cui la fisicità dei materiali esposti è arricchita da una serie di immagini sonore su Mollino e i suoi progetti.

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