I Triennale Design Museum
Le sette ossessioni del design italiano
MOSTRE SUGGERITE.
5 Aprile 2011. 4 Marzo 2012.
IV Triennale Design Museum
Le fabbriche dei sogni
Triennale Design Museum
IV EDIZIONE
27 Febbraio 2010. 27 Marzo 2011.
III Triennale Design Museum
Quali cose siamo
Triennale Design Museum
III EDIZIONE
21 Marzo 2009. 28 Febbraio 2010.
II Triennale Design Museum
Serie Fuori Serie
Triennale Design Museum
II EDIZIONE
I lavori per il Triennale Design Museum iniziano nel 2004 con la realizzazione della Biblioteca del Progetto, proseguono con il restauro degli spazi destinati al Museo e si concludono il 6 dicembre 2007 con la sua apertura al pubblico, nel pieno rispetto dei tempi programmati e senza interrompere neanche per un giorno l’attività culturale ed espositiva della Triennale di Milano.
Il progetto architettonico di restauro del Palazzo dell'Arte e di sistemazione e adeguamento del Museo è di Michele De Lucchi. Tutti gli spazi espositivi della Triennale sono stati adeguati agli standard museali internazionali, compresa la climatizzazione del Salone d’Onore.
L’elemento architettonico innovativo di Triennale Design Museum è il suo ingresso attraverso un ponte che permette al Museo di essere al contempo all’interno della Triennale e corpo autonomo e visibile nella sua funzione.
Per il Triennale Design Museum la Triennale si è avvalsa della cura scientifica di Andrea Branzi. Triennale Design Museum ha l’ambizione di essere fortemente innovativo. In genere nei musei ci si va una o due volte nella vita. Il programma, la sfida di Triennale è quella di far tornare il visitatore due volte all’anno. Da qui l’idea di un museo non cristallizzato e statico, ma un museo dinamico. Capace di rinnovarsi e di offrirsi sempre con visioni rinnovate. Un museo con un ordinamento scientifico, ma anche con un approccio emozionale, che propone al visitatore un’esperienza coinvolgente e tale da innescare il desiderio di ripeterla altre volte.
Da una parte si sviluppa in un’ampia ricerca scientifica che racconti e rappresenti la storia del design italiano attraverso diverse chiavi di lettura, storie, prospettive, approcci e che affronta per la prima edizione del museo il tema Che cosa è il design italiano?, da un idea di Italo Rota con Silvana Annicchiarico e Andrea Branzi.
La storia del Design Italiano sarà presentata non solo attraverso un paesaggio domestico di oggetti ma anche attraverso un contributo filmico-architettonico di Peter Greenaway (Ouverture. Fiato alle trombe! 2000 anni di creatività italiana) e di registi italiani che interpreteranno le ossessioni del design Italiano:
Antonio Capuano
La luce dello spirito.
Lampade, raggi, realtà immateriali, dal Barocco a oggi;
Pappi Corsicato
Il super-comfort.
Elaborazione problematica di comodità popolare;
Davide Ferrario
La dinamicità dai Futuristi.
Alla ricerca di instabilità, velocità, provvisorietà moderna;
Daniele Luchetti
La democrazia impilabile.
Alla ricerca di serialità, impilabilità, lavabilità;
Mario Martone
Il teatro animista.
Da Pompei agli oggetti di scena contemporanei;
Ermanno Olmi
I grandi semplici.
Dai Paleocristiani all’attuale ricerca di archetipi;
Silvio Soldini
I grandi borghesi e la sacralità del lusso.
Come primo fondamento del consenso sociale attorno al Design italiano e alla sua memoria del lusso sacro dei Bizantini.
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